

Lato A e lato B della copertina.
Dati
- Titolo = Uomini soli / Concerto per un'oasi
- Pubblicazione = Marzo 1990.
- Data matrici = 02 marzo 1990.
- Versione = Singolo vinile 45 giri.
- Editore e codice = CGD 9031 71103-7.
- Tipo audio = Stereo
- Produzione e realizzazione = Pooh.
- Arrangiamento = Emanuele Ruffinengo.
- Protagonista della copertina è Camilla, figlia di Flora Sala.
- Foto = Steffen Umsonst.
Formazione
- Dodi Battaglia = voce, chitarra.
- Red Canzian = voce, basso, contrabbasso elettrico.
- Stefano D'Orazio = voce, batteria, percussioni.
- Roby Facchinetti: voce, pianoforte, tastiere.
Uomini soli
- Testo: Valerio Negrini
- Musica: Roby Facchinetti
- Voce: Dodi Battaglia, Red Canzian, Roby Facchinetti, Stefano D'Orazio
Li incontri dove la gente viaggia, e va a telefonare,
col dopobarba che sa di pioggia, e la ventiquattro ore,
perduti nel corriere della sera,
nel va e vieni di una cameriera,
ma perché ogni giorno viene sera?
A volte un uomo è da solo perché ha intesta strani tarli,
perché ha paura del sesso o per la smania di successo.
Per scrivere il romanzo che ha di dentro,
perché la vita l'ha già messo al muro,
o perché in un mondo falso è un uomo vero.
Dio delle città
e dell'immensità,
se è vero che ci sei
e hai viaggiato più di noi,
vediamo se si può imparare questa vita,
e magari un po' cambiarla,
prima che ci cambi lei.
Vediamo se si può,
farci amare come siamo,
senza violentarci più,
con nevrosi e gelosie.
Perché questa vita stende,
e chi è steso o dorme o muore,
oppure fa l'amore.
Ci sono uomini soli per la sete d'avventura,
perché han studiato da prete o per vent'anni di galera,
per madri che non li hanno mai svezzati,
per donne che li han rivoltati e persi,
o solo perché sono dei diversi.
Dio delle città
e dell'immensità,
se è vero che ci sei
e hai viaggiato più di noi,
vediamo se si può
imparare queste donne
e cambiare un po' per loro,
e cambiare un po' per noi.
Ma Dio delle città
e dell'immensità,
magari tu ci sei
e problemi non ne hai.
Ma quaggiù non siamo in cielo,
e se un uomo perde il filo,
è soltanto un uomo solo.
Note sulla canzone
Editore: Discorso / Babilonia.
Arrangiatore: Emanuele Ruffinengo.
Produzione: Pooh.
Incisa ai Morning Studios, Milano, nei mesi di ottobre /
novembre / dicembre 1989.
Sound Engineer: Renato Cantele.
Ass. Sound Engineer: Giorgio Pratella, Osiride Gozzi.
Supporti: Nastro digitale 32 piste.
Mixer: Neve 60 canali.
Transfer: Logic Studios a cura di Marco Inzadi.
Con questo brano i Pooh hanno vinto il "Festival di Sanremo" del 1990. Dee Dee Bridgewater interpretò la versione in inglese, "Angel of the night".
Note sulla canzone
Editore: Discorso / Babilonia.
Arrangiatore: Fio Zanotti.
Produzione: Pooh.
Incisa ai Morning Studios, Milano, nel mese di gennaio 1989.
Sound Engineer: Giamba Lizzori.
Mizato da Renato Cantele.
Ass. Sound Engineer: Osiride Gozzi.
Supporti: Nastro magnetico 24+24 piste.
Mixer: MCI - Sony e Neve 60 canali.
Transfer: Logic Studios a cura di Marco Inzadi.
Rassegna stampa
28 febbraio 1990 - Corriere della Sera - "Con l'orchestra, in diretta dal cuore", di Mario Luzzatto Fegiz
[...] POOH - La celebre band composta da Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Stefano D'Orazio e Red Canzian no ha partecipato in quasi 25 anni di carriera al Festival. Il loro brano si intitola «Uomini soli»: è il grido di dolore che arriva da un universo maschile che i tempi nuovi e l'emancipazione della donna, assieme all'imperativo del successo e della carriera, hanno popolato di esseri disastrati, ombre sparute e solitarie nelle città ostili. Uomini: teste strane, mamme che non li hanno svezzati, donne che li hanno rivoltati e poi abbandonati perché «irrecuperabili». Una delle migliori canzoni in gara, valorizzata dalla splendida vocalità dei Pooh e dall'abbinamento con la virtuosa Dee Dee Bridgewater.
Marzo 1990 - Tutto Musica e Spettacolo - N°3 - Pag. 20 - "Un'oasi a Sanremo", di Luca Benedetti
«I Pooh a Sanremo! È come se il Papa giocasse al casinò!».
La battuta [...] è di Stefano D'Orazio, il batterista, e rispecchia lo stupore di molti nel vederli in gara al Festival [...].
«Macché promesse di vittoria!», ribattono in coro per scacciare ogni malignità. «Dopo tutto questo can-can, l'unica cosa garantita è che arrivare primi significa attirarci parecchie antipatie».
Forti di concerti da tutto esaurito e dischi che navigano sempre bene in classifica, i Pooh non sono andati a Sanremo per vincere, ma per raccogliere una sfida lanciata proprio a loro da Aragozzini, l'organizzatore, nell'agosto '89. «E per dimostrare la nostra buona fede», spiega Roby Facchinetti, il tastierista, «non abbiamo portato una canzone "da Festival" come Donne italiane, già uscita in 45 giri, ma abbiamo cantato Uomini soli, il pezzo più difficile del 33 giri omonimo, il ventisettesimo, appena uscito».
C'era un'altra ragione per andare a Sanremo, e più nobile: «Volevamo sfruttare l'enorme attenzione che circonda il Festival per dare una mano ai nostri amici del WWF. Così abbiamo inciso ancora Concerto per un'oasi sul retro e devolveremo tutti i guadagni di questo disco a loro».
Ci hanno raccontato tutto questo in un tiepido pomeriggio di febbraio, dopo averli già incontrati a Roma sul set del videoclip di Uomini soli: il primo in Europa girato in alta definizione, ovvero la televisione del futuro [...].
«Ci siamo buttati in quest'avventura», racconta Dodi Battaglia, il chitarrista, «perché siamo attenti a tutte le novità tecnologiche: pensate alle luci dei nostri concerti e ai computer usati negli ultimi dischi. Soprattutto, però, ci piace l'idea di essere tra i pionieri, in Europa, di un nuovo modo di fare e vedere la televisione. Peccato che, senza apparecchiature speciali, a casa si vedrà un video normale, anche se di qualità migliore».
[...] « [...] abbiamo scritto 60 canzoni per sceglierne dieci. Sono affreschi di vita vissuta, da noi e da altri. Di noi parla Non solo musica, dei nostri approcci ai concerti e delle cambiali per comprare gli strumenti; mentre Città proibita immagina il dialogo di due studenti universitari dopo la strage di piazza Tien An Men. Tra le altre, c'è Davanti al mare, il retro di Donne italiane, scelto come sigla delle trasmissioni del Dipartimento Sciola Educazione, e Tu vivrai, che abbiamo inciso assieme ad alcuni amici: Raf, Ramazzotti, Ruggeri e Tozzi. È un album che dà anche consigli per la vita di tutti i giorni. Il più utile? Non stancarti mai di addormentarti stanco!» [...].