Pooh - I Pooh 1971-1974

 

I Pooh 1971-1974
Lato B

Lato A e lato B della copertina.

Dati

  • Titolo = I Pooh 1971-1974
  • Data matrici = 20 novembre 1974
  • Versione = Vinile 33 giri
  • Editore e codice = CBS 69089 (vinile) CBS 40 S 69089 (musicassetta) CBS 42 S 69089 (stereo8)
  • Matrice lato A = CI 69089-1L
  • Matrice lato B = CI 69089-2L
  • Tipo audio = Stereo
  • Produzione e realizzazione = Giancarlo Lucariello
  • Arrangiamento e direzione orchestra = Gianfranco Monaldi
  • Foto di copertina = Simone

Note sull'album

È la prima raccolta dei Pooh che riassume i successi del gruppo, come di solito fanno questo tipo di operazioni volute dalle case discografiche per mantenere acceso l’interesse del pubblico.
Sono presenti, ovviamente, solo i successi editi dalla CBS con l’aggiunta di alcune canzoni non reperibili su altri long playing, così da attrarre anche il fan più fedele allettandolo con la presenza di brani altrimenti non facilmente reperibili, come nel caso dei singoli che, esaurita la tiratura di pubblicazione, spesso non venivano ristampati se non per sopperire alla richiesta derivante dal successo immediato.
La copertina, apribile e recante all’interno immagini dei singoli componenti dei Pooh vestiti di bianco, presenta come immagine una statuetta femminea, un tributo agli anni presso la scuola d'arte trascorsi da Lucariello.
Ristampata molte volte, a partire dal 1983 la veste grafica muterà in favore di una copertina a busta riproducente le foto dei quattro componenti del gruppo, in linea con la collana economica “MusicA” dove verrà inserita, e inoltre verrà cambiato anche l'ordine di successione dei brani nelle nuove versioni.

Altre note sull'album...

Formazione

  • Dodi Battaglia = voce, chitarre e mandolino
  • Red Canzian = voce e basso (Brani Lato B 1/3-5/6)
  • Stefano D'Orazio = voce, batteria e percussioni (Lato A 4/6 – Lato B 1/6)
  • Roby Facchinetti = voce e tastiere
  • Riccardo Fogli = voce e basso (Brani Lato A 1/6 – Lato B 3)
  • Valerio Negrini = voce, batteria e percussioni (Brani Lato A 1/3)

Tanta voglia di lei

  • Testo: Valerio Negrini
  • Musica: Roby Facchinetti
  • Voce solista: Dodi Battaglia
  • Timing: 4:49 ca.

Mi dispiace di svegliarti
forse un uomo non sarò
ma ad'un tratto so che devo lasciarti
fra un minuto me ne andrò
E non dici una parola
sei più piccola che mai
in silenzio morderai le lenzuola
so che non perdonerai
Mi dispiace, devo andare
il mio posto e là
il mio amore si potrebbe svegliare
chi la scalderà?
Strana amica di una sera
io ringrazierò
la tua pelle sconosciuta e sincera
ma nella mente c'è tanta
tanta voglia di lei
Lei si muove e la sua mano
dolcemente cerca me
e nel sonno sta abbracciando pian piano
il suo uomo che non c'è
Mi dispiace, devo andare
il mio posto e là
il mio amore si potrebbe svegliare
chi la scalderà?
...ma nella mente c'è tanta
tanta voglia di lei
Chiudo gli occhi un solo istante
la tua porta è chiusa già
ho capito che cos'era importante
il mio posto è solo là...

Note sulla canzone

Editore: Melodi Casa Edtirce
Incisa presso Milano Recording nel gennaio del 1971.
Sound Engineer: Gualtiero Berlenghini.
Ass. Sound Engineer: Franco Santamaria.
Supporti: Nastro magnetico 8 piste / Telefunken.
Mixer: Home Made by R. Cutolo.
Transfer: Milano Recording a cura di Marco Inzadi.

Inizialmente questa canzone si chiamava Meno male, ma il testo non convinceva il gruppo, quindi venne sostituito prima con Tutto il tempo che vorrai e poi da La mia croce è lei, da un'intuizione di Daniele Pace che però non convinse ne i Pooh ne Lucariello. Messo sotto pressione da quest’ultimo, Negrini approntò il testo di Nel mondo tanta voglia di lei, che alla fine divenne la canzone nella stesura definitiva che conosciamo. Per cantare la canzone Lucariello scelse Battaglia al posto di Fogli e il risultato fu così soddisfacente che il brano soppiantò Tutto alle tre che era stata scelta come singolo, relegata al lato B del 45 giri di esordio del gruppo sotto l’egida della CBS.
Il brano, proposto al Cantagiro e al Festival Bar, portò i Pooh al secondo posto, oltre a ricevere il premio come miglior canzone dell'estate, mentre la vendita esorbitante di ventimila copie al giorno li portò al primo posto della Hit Parade radiofonica.
I gestori dei 30 mila juke-box sparsi in Italia dovettero cambiare per tre volte i dischi di Tanta voglia di lei a causa dell'usura derivante dalla continua esecuzione dei vinili.
Il singolo venne pubblicato anche sul mercato anglosassone con il titolo I'll close the door behind me, mentre sui mercati spagnoli e sudamericani apparve come Tantos deseos de ti (ma anche con i titoli Tanto deseos de ella, El verdadero amor e Debes comprenderme.
Una versione della canzone con il titolo Dos amantes venne incisa da José Luis “El Puma” Rodriguez, che in barba ai diritti d’autore si accreditò testo e musica per il mercato messicano, percependone indebitamente i proventi per lungo tempo.
Riccardo Fogli ne ha inciso una sua versione per la prima volta nell'album solista "A metà del viaggio" del 1991, continuando poi a proporre la canzone durante i suoi concerti.
La canzone, apparsa precedentemente sull'album Opera Prima e su singolo, è stata successivamente pubblicata su:

Orchestra Sinfonica della RAI di Milano composta da 12 violini, 4 viole, 4 violoncelli, 2 basso ad arco.
La canzone orginale è in tonalità di RE maggiore.
Accordi: http://wikitesti.com/index.php/Tanta_voglia_di_lei

Commenti sulla canzone

Roby Facchinetti

“Nel periodo in cui siamo passati dalla Vedette alla CBS grazie a Lucariello, sull’onda dell’entusiasmo scrivemmo questo e altri pezzi. Ricordo che lo abbozzai un pomeriggio mentre stavo aspettando di uscire con mia moglie: lei si stava attardando con il trucco. Valerio era arrivato alla stesura finale del testo dopo vari tentativi. La primissima versione si intitolava Meno male, Valerio ne aveva abbozzato il testo scrivendolo su una tovaglietta di carta di una trattoria milanese. Quando Franco Crepax, il direttore generale, ascoltò le nuove canzoni, capì che questo brano aveva tutte le carte in regola per diventare un successo. Però disse che il testo non lo convinceva: voleva che ne scrivesse un altro Daniele Pace, che era uno dei loro autori di punta. Lui lo ascoltò e decise di scrivere qualcosa sulla falsariga di My sweet Lord di George Harrison, che in quel periodo aveva avuto un successo enorme. Come noto, con questa canzone l’ex Beatle rivolge la sua invocazione a Dio. Così Pace ebbe la grande idea di scrivere un testo in cui un uomo si rivolge a Dio dicendogli “Mio Sigonore, la mia croce è lei...”. E questo secondo lui sarebbe dovuto essere anche il titolo del pezzo. Per fortuna abbiamo tenuto duro, sia noi, sia Lucariello, imponendo la nostra volontà, altrimenti non credo che questa canzone sarebbe diventata quel successo che è stato. Ero a casa assieme a Riccardo Fogli quando scoprii che Tanta voglia di lei aveva conquistato il primo posto in Hit Parade. La settimana prima eravamo all’ottavo posto, Lelio Luttazzi annucia il settimo, poi il sesto, poi il quinto posto e dei Pooh nemmeno l’ombra. Poi arrivano il terzo, il secondo: niente. Pensavamo di essere usciti dalla classifica quando partono le note di Tanta voglia di lei: incredibile, avevamo conquistato il primo posto assoluto! Eravamo felici come chi può esserlo quando scopre di aver vinto all’Enalotto. Ci abbracciammo e scoppiammo a piangere. Era la nostra rivincita dopo anni di sacrifici, paure, delusioni, rari momenti di felicità e crisi infinite. Stavamo quasi perdendo la speranza di farcela. Invece in quel momento abbiamo capito che non erano stati inutili tutti i nostri sacrifici”.

Dodi Battaglia

“Non credo che se avessimo pubblicato questo pezzo col testo di Daniele Pace sarebbe diventato il succeso che è stato. Ecco cosa diceva: <<Io sono nato in mezzo a un prato / lì mio padre mi trovò / da principio non sono stato fortunato / da principio forse no / ma un bel giorno di novembre il Signore mi parlò / e mi chiese: sei sicuro che ami lei? / Gli risposi non lo so>>. Poi arrivava l’inciso: <<Amo lei mio Signore / la mia croce è lei>>. Lo cantai, per capire che effetto avrebbe fatto. Mi rendevo conto che le parole di Pace erano assolutamente sbagliate. Neanche il primo testo scritto da Valerio non c’entrava niente. Più o meno diceva: <<Meno male che stasera ho parlato un po’ con te / meno male che stasera abbiamo deciso di andare a cena e parlare un po’>>. Per volere di Lucariello, questo pezzo lo cantai io. Riccardo Fogli non era affatto d’accordo. Giancarlo aveva una visione lungimirante sul futuro dei Pooh e non voleva capire. Non si accontentava di suonare il basso, esigeva un ruolo da frontman. Infatti continuava a dire al nostro produttore: <<Dì a Dodi di suonare bene la chitarra e di far fare a me il cantante>>. Ma Lucariello non gli diede retta, e i fatti gli hanno dato ragione. Qualcuno sostiene che Tanta voglia di lei sarebbe diventato un successo anche se a cantarlo fosse stato il cameriere, ma manca la riprova. Io credo che quella scelta sia stata una grande fortuna, non solo per me, ma per tutti noi”.

Riccardo Fogli

"Questa canzone ha una storia fortissima che è un insegnamento di vita. Valerio fece un testo intelligente, un po' sulla linea di Mogol-Battisti che già erano molto avanti. Tanta voglia di lei non era la fotografia di un amorino, ma una storia d'amore complicata, romanzata, in cui c'era un uomo con due donne. L'uomo, dopo aver avuto un'avventura con l'amante, in piena notte si alzava dal letto e la svegliava per tornare 'pentito' da quella che era, nella sua classifica, il suo primo e più importante amore. Il grande successo di noi Pooh è iniziato con Tanta voglia di lei. Ricordo che era l'agosto 1971 e ci trovavamo a Misano Adriatico, dove risiedeva la zia di Dodi Battaglia, Dea, donna affascinante e dolcissima. Non era la prima volta che, in concomitanza con alcuni nostri concerti in Romagna, lei ci organizzava un soggiorno estivo di una decina di giorni in albergo e ci accompagnava a curare i nostri denti un po' in disordine da un dentista bravissimo e veloce, facendoci ottenere sconti particolari. Proprio in una di quelle giornate stavamo ascoltando la radio nello stabilimento balneare degli zii di Dodi. Da alcuni giorni ci avevano avvertiti che nei 'dischi caldi' era entrata Tanta voglia di lei, ma lì in spiaggia non credemmo alle nostre orecchie: c'eravamo addirittura insediati al primo posto della classifica nazionale dei 45 giri! La nostra gioia esplose in salti, capriole, abbracci, tuffi nella sabbia, anche perchè da Piccola Katy erano ormai trascorsi tre anni in cui avevamo combinato ben poco, se si eccettua il Cantagiro del '69 con Mary Ann. In quell'istante, davanti a una radio a Misano, capimmo che qualcosa sarebbe potuto succedere nella nostra vita."

Pooh

"Il primo testo s'intitola Meno male nato sulla tovaglia di una imprecisata trattoria sanremese, mezzogiorno invernale al mare. L'autore pranzava nei pressi di una pingue signora in ciabatte con in braccio un cane che, coccolato, sapeva dire "mamma" (apparvero in TV dopo pochi mesi). Il secondo testo qualcuno tentò, per moassa aziendale, di affidarlo a un acclamato autore titolato dell'epoca che propose il prezioso titolo La mia croce è lei (Sono nato in mezzo a un prato, lì mio padre mi trovò. Da principio non sono stato fortunato, da principio proprio no! Mi dispiace, oh mio signore, la mia croce è lei (!?!). Poi fu cantata la cosa giusta." (1993)

Valerio Negrini

“Chi c'era in giro nel 'settanta'? Chi non c'era sappia che in quell'anno luminoso non si poteva divorziare, abortire, dire cacca in tivù, pentirsi in tribunale, o tantomeno travestirsi da Spadolini a Carnevale. I nostri concerti si chiamavano serate, io avevo più capelli di mia mamma, i microfoni e le chitarre avevano ancora il filo in cui inciampare. Macchina del tempo. Voilà, siamo nell'anno 'settanta. Come sono buffo e giovane. C'è già del sesso in giro, l'abbiamo dissotterrato nel sess...antotto! Si dice sia tutt'ora peccato mortale, ma peccano sull'erba e sul materasso carabinieri, commercialisti, idrogeologi, frati grigi e musicisti: tombola! Magia del beat, sono finito a nanna con la fanciulla sconosciuta e sincera, le ho voluto benissimo per quanto basta ma il posto del mio cuore ha un altro indirizzo, dietro un'altra porta.
Mi dispiace di sveglarti, dice Pinocchio sgusciando da braccia e lenzuola mentre questa mi guarda come se avessi buttato l'asciugacapelli nella vasca da bagno con lei dentro. Anche se non trattasi di Pippi Calzelunghe ma di pupa libera, consenziente e vaccinata, mi sta cadendo la faccia per terra. Però a quest'ora il vero amore mio sta realizzando che sono ancora in giro. Sob!
Lei si muove e la sua mano dolcemente cerca me: no, che non ci sono; penserà a un incidente stradale o a qualche amico tiratardi? Lei si fida sempre, chissà perchè? Accidenti se mi manca!
Tanta voglia di lei: ho fissato per un po' il soffitto attraverso il buio e mi faceva male la coscienza come un cazzotto in bocca, forse un uomo non sarò! Signorina, mordi le lenzuola o tirami il posacenere ma scusa, abbiamo scherzato! 'Slam' fanno le porte dietro a chi va via in fretta.
Ho capito che cos'era importante, il mio posto è solo là. Violini e finale! Le canzoni sono la nostra vita in pillole, zuccherate, effervescenti, bugiarde. Col tempo possono scadere. Ma mica sempre...".
(Le Guerre Poohike (5) - continua in Pensiero)

The suitcase (Tutto alle tre)

  • Testo: Valerio Negrini
  • Musica: Roby Facchinetti
  • Voce solista: Valerio Negrini
  • Timing: 3:00 ca.

I see your suitcase standing near the doorway
the same one that you had the night you came here
and i remember how i ran down seven flights of stairs to take it
and how i chuckled like a child
so happy that you could make it.
With you around my life became exciting
and every day was like a new adventure
all the things i did before, much more when we were together
i even let myself believe that this could last forever.
But when i opened up the door this evening
i had a premonition of a disaster
there was a silence in the whole apartment
it shook my hands and made my heart beat faster.
I called your name but only heard my echo
and then I saw the note beside the suitcase
a single scribbled line i read in sorrow:
"I'm leaving. I'll pick the suitcase up tomorrow".
 tried to sleep but realized it's hopeless
my mind is filled with questions i can't answer.
Did I make you go away? Was loving too much my undoing?
Was it restlessness in you a wonder lust you kept pursuing?
It's almost dawn, the streets are gray and lonely
our world outside is waiting for the sunlight
but the memory of you that lingers in the room like madness
all it promises is a day that's darkened by despair and sadness.
An hour to go I know before you get here
to make you think that I don't mind you're leaving
to even leave your bag outside the doorway
but if i do who will i be deceiving
i know i have to stay around to see you
what good is bright if I must live without you
if I must beg, i'll even beg to keep you.
Please don't go, I love you so, I need you.
Please don't go, I love you so, I need you.
Please don't go, I love you so, I need you.

Note sulla canzone

La canzone non figura nell'archivio SIAE
Editore: EMI Songs Edizioni Musicali.
Incisa presso Milano Recording e mixato a New York nei mesi di giugno-novembre 1971.
Sound Engineer: Gualtiero Berlenghini, Alan Reed.
Ass. Sound Engineer: Franco Santamaria.
Supporti: nastro magnetico 8 piste.
Mixer Telefunken / Harrison.

Si tratta della versione in lingua inglese del brano Tutto alle tre, realizzata per essere inserita nella compilation Best Of The World 1971 della CBS. Venne scelto tale brano perché interpretato da Valerio Negrini, impeccabile nella sua pronuncia dell'inglese, mentre per il mercato di lingua spagnola venne pubblicata con il titolo Todo a las tres.
In occasione della pubblicazione della prima antologia del gruppo la CBS International fece pressioni perché vi apparisse espressamente questa versione.
Esiste una versione, forse diversa, di questo brano, contenuta nel singolo I'll close the door behind me / The suitcase, pubblicato per il mercato statunitense nel 1971.
La canzone, mai apparsa sul mercato italiano prima, è stata successivamente pubblicata su:

Dodi Battaglia in questa canzone suona una Fender Stratocaster.
Orchestra Sinfonica della RAI Milano composta da 12 violini, 4 viole, 4 violoncelli, 2 basso ad arco.
La canzone originale è in tonalità di SOL minore.
Accordi: http://wikitesti.com/index.php/The_suit_case

Commenti sulla canzone

S. Delor (Direttore Generale CBS Sugar)

“Visto l'enorme successo dell'album Opera Prima che era diventato numero uno non solo in Italia ma anche in Spagna e Sudamerica, dove era stato pubblicato dai Pooh in lingua catalana, la CBS International chiese la traduzione in inglese di almeno un brano di questo fortnato LP, per inserirlo nella compilation Best of the World 1971. La scelta dei Pooh cadde sull'unica canzone dell'album cantata da Valerio Negrini, Tutto Alle Tre, che nella traduzione inglese divenne The Suitcase (La valigia). Questo, si dice, perchè Valerio aveva una straordinaria padronanza e una perfetta pronuncia della lingua inglese, tanto da accontentare gli esigenti discografici americani. Si dice anche che fu scelto The Suitcase perchè era l'unico brano dell'album non corale e che quindi avrebbe richiesto meno tempo di incisione in un momento in cui, per i Pooh, il tempo cominciava ad essere sempre troppo poco!!!"

Pensiero

  • Testo: Valerio Negrini
  • Musica: Roby Facchinetti
  • Voce solista: Riccardo Fogli
  • Timing: 3:59 ca.

Non restare chiuso qui, pensiero
riempiti di sole e vai nel cielo
cerca la sua casa e poi sul muro
scrivi tutto ciò che sai che è vero
che è vero
Sono un uomo strano ma sincero
cerca di spiegarlo a lei, pensiero
quella notte giù in città non c'ero
male non le ho fatto mai, davvero
davvero
Solo lei nell'anima
è rimasta, lo sai
questo uomo inutile
troppo stanco è ormai
Solo tu, pensiero
puoi fuggire se vuoi
la sua pelle morbida
accarezzerai
C'è sulla montagna il suo sentiero
vola fin lassù da lei, pensiero
dal cuscino ascolta il suo respiro
porta il suo sorriso qui vicino
vicino
Non restare chiuso qui, pensiero
riempiti di sole e va nel cielo
cerca la sua casa e poi sul muro
scrivi tutto ciò che sai, pensiero
pensiero...

Note sulla canzone

Editore: Canzoni Moderne CA-MO, Milano / Edizioni Suvini Zerboni s.p.a., Milano / Sugarmusic.
Incisa a Milano Recording e mixato presso lo Studio Fonit di Milano nei mesi di maggio-giugno del 1971.
Sound Engineer: Gualtiero Berlenghini, E. De Rosa.
Ass. Sound Engineer: Franco Santamaria.
Supporti: nastro magnetico 8 piste.
Mixer Telefunken.

Appartenente al gruppo di cinque provini presentati a Franco Crepax, dopo la registrazione, su insistenza del produttore Lucariello, la canzone fu sottoposta a numerosi missaggi per arrivare alla resa sonora desiderata dal produttore. Alla stessa sessione di registrazioni appartiene il resto delle canzoni che compongono l'album Opera Prima insieme a quelle apparse sul singolo Tanta voglia di lei.
La canzone, tradotta in castigliano per il mercato spagnolo e sudamericano con il titolo Pensamiento ed apparsa precedentemente sull'album Opera Prima e sul singolo omonimo, è stata successivamente pubblicata su:

Orchestra Sinfonica della RAI Milano composta da 12 violini, 8 viole, 4 violoncelli, 2 bassi ad arco, 8 fiati.
Dodi Battaglia in questa canzone usa per la prima volta una chitarra acustica 12-corde.
La canzone orginale è in tonalità di FA maggiore.
Accordi: http://wikitesti.com/index.php/Pensiero

Per ascoltare su Youtube la versione del 1985: http://youtu.be/unIG-LdiDZk

Commenti sulla canzone

Roby Facchinetti

“La musica la scrissi un pomeriggio nella mia casa di Mozzo, vicino a Bergamo. Mi ero sposato da poco con Mirella Costa ed eravamo andati a vivere lì. In quei giorni Valerio era mio ospite: dovevamo incidere il primo album per la CBS e lavoravamo sodo. La casa di Mozzo era diventato un po’ il nostro quartier generale, ci avevo portato ancheil piano verticale che avevo nella casa di Astino. Quel pomeriggio io stavo suonando e Valerio buttava giù delle strofe quasi in diretta. Fu la sua intuizione delle prime note da cui parte Pensiero. A un certo punto ci mettemmo a cantare insieme la parte di testo già scritta: mezz’ora dopo il pezzo era praticamente finito, anche se in realtà in una fase successiva il testo ha subito qualche aggiustamento. Comunque riascoltando il nastro ci veniva da sorridere: eravamo consapevoli di aver scritto una cosa che poteva funzionare. Quello che quasi nessuno capì quando pubblicammo questo pezzo e che ancora oggi non tutti sanno, è che in realtà questa canzone parla di un carcerato. Nella primissima versione la cosa era più esplicita, ma Lucariello preferiva un testo più enigmatico: secondo la sua teoria, era meglio che alla gente non si rivelasse proprio tutto. E poi, a torto o a ragione, riteneva che parlare di carcere in una canzone fosse sconveniente. La cassetta contenente il provino originale la posseggo ancora ed è una delle cose più preziose che ho”.

Riccardo Fogli

“Premetto che tutto quello che dico non è legge, ma semplicemente ciò che affiora dalla mia memoria dopo tanti anni e tante canzoni. Nel caso di Pensiero, Roby Facchinetti arrivò in studio, si mise al pianoforte, come sempre, e ci fece ascoltare l'idea di una canzone che più o meno faceva: 'Na-na-na-na-na-na-nà pensiè-ro, na-na-na-na-na-na-nà pensiè-ro'. Fu questo a stimolare Valerio Negrini, che scrisse il testo partendo dalla parola 'pensiero'. Raccontava di un ragazzo arrestato, che aveva in cuor suo un'unica preoccupazione: far sapere alla sua donna che lui 'quella notte giù in città non c'era' ed era innocente. Eravamo all'inizio degli anni '70 e stavamo lavorando all'album Opera Prima. Il brano era quasi tutto corale e quindi il dubbio riguardava solamente l'inciso 'Solo lei nell'anima, è rimasta lo sai...', che era l'unica parte per voce solista. Ognuno di noi provò a cantarlo, come succedeva in tutte le canzoni dei Pooh di quel periodo. Alla fine venne passata ai voti la mia interpretazione, perchè quelle note si addicevano in particolar modo alla mia vocalità. Ma, comunque, in tutta sincerità credo che Pensiero avesse dentro di sé una tale forza per cui, anche se fosse stata cantata dalla mi' zia, avrebbe avuto lo stesso un grande successo."

Pooh

“Brano composto da Negrini e Facchinetti in casa di Facchinetti con Negrini parcheggiato per indigenza su materassi anatomicamente appoggiati sul pavimento, (e ringraziare). Il testo, in seguito ruffianamente mascherato per rischiare il meno possibile argomenti imbarazzanti, ipotizzava all'origine che un carcerato liberasse il suo pensiero oltre le sbarre, fino ai suoi luoghi più cari, proclamando all'amata la sua innocenza." (1993)

Valerio Negrini

“Compleanno millenovecentosettantuno; ventinove tappi al duemila, due chiacchiere con me stesso.
Non restare chiuso quì pensiero! Contro ogni volere del nostro produttore, il personaggio della nostra nuova canzone sarà un uomo di galera. Con la mia banda ci sentiamo in prigione, sotto lo sguardo bovino delle macchine fotografiche, l'improvvisa adulazione dei bottegai, la strizza quotidiana che il bel giocattolo si rompa troppo presto. Abbiamo sul comodino Papillon, il Conte di Montecristo e il Vagabondo delle Stelle.
Sono un uomo strano ma sincero. Sarà verità? Quando eravamo senza rupie, senza macchina e senza futuri plausibili facevamo i cretini per non morire, adesso non vogliamo cominciare a farlo per mestiere.
Cerca la sua casa e poi sul muro, scrivi tutto ciò che sai che è vero. Ragazze mie di una sera, di un mese, di un anno, amici di doposcuola o di sbornia, chiunque abbia diviso un mezzo feeling con me, fatemi gli auguri che sto diventando grande.
C'è sulla montagna il suo sentiero... Adesso che mangiamo con la forchetta e l'Alitalia ci fa entrare nei suoi aeroplani troveremo quella montagna. Oppure senza passare frontiere il posto giusto è quel palazzo alto in periferia, quell'indirizzo che conosco così bene?
Quella notte giù in città non c'ero... E invece c'eravamo eccome, e giù in quante altre città, a sfondar tamburi e preoccupare mamme italiane, noi prima, dopo e invece dei pasti a strafare e a stralunarci come foche al mercato del pesce.
Solo lei nell'anima è rimasta lo sai. Ne sarà rimasta una a testa ad aspettarci?
Questo uomo inutile troppo stanco è ormai. E quì finalmente si esagera. Forse in questi anni abbiamo preso troppa corrente dai microfoni ma non abbiamo mai fatto segnare la nostra zuppa sul conto di altri, abbiamo fatto ballare la gente anche quando avevamo mal di pancia, scriviamo parole e musica e non lettere anonime. Questa nuova NON è solo una canzone d'amore, è la storia di un uomo dietro le sbarre che merita libertà.
Solo tu pensiero puoi fuggire se vuoi. Annodo le lenzuola e vengo anch'io."
(Le Guerre Poohike (6) - continua in Noi due nel mondo e nell'anima)

Nascero' con te

  • Testo: Valerio Negrini
  • Musica: Roby Facchinetti
  • Voce solista: Riccardo Fogli
  • Timing: 4:23 ca.

C'è un respiro in più
stanotte
sei tu
io vivevo qui
nel buio
così
ma l'acqua buona mi bagnò
col suo respiro
e il primo sogno mi coprì
La prima volta
l'amore
proprio qui
in casa mia
senza quasi conoscerti
poi
domandarti chi sei
non lo so
nascerò
fra un minuto
con te
La prima volta
l'amore
proprio qui
in casa mia
senza quasi conoscerti
poi
domandarti chi sei
non lo so
nascerò
fra un minuto
con te
C'è un respiro in più
nell'alba
sei tu
sei nata qui
stanotte
così
ed ogni giorno nascerai
fra le mie braccia
e come l'acqua mi coprirai
La prima volta
l'amore
proprio qui
in casa mia
senza quasi conoscerti
poi
domandarti chi sei
non lo so
nascerò
fra un minuto
con te...

Note sulla canzone

Editore: Tiber s.r.l., Milano / Mascheroni Edizioni Musicali
Incisa presso Milano Recording nel mese di aprile del 1972.
Sound Engineer: Gualtiero Berlenghini.
Ass. Sound Engineer: Franco Santamaria.
Supporti: nastro magnetico 16 piste.
Mixer Telefunken.

Una versione riarrangiata compare nell'album solista Compagnia di Riccardo Fogli del 1982.
La canzone, pubblicata anche sul singolo Noi due nel mondo e nell'anima ed inclusa nell'album Alessandra, è stata successivamente pubblicata su:

Orchestra Sinfonica della RAI Milano composta da 44 elementi.
La canzone originale è in tonalità di SOL maggiore.
Accordi: http://wikitesti.com/index.php/Nascer%C3%B2_con_te

Copertina dell'album Compagnia di Riccardo Fogli

Riccardo Fogli - Compagnia

Commenti sulla canzone

Roby Facchinetti

“È uno dei miei pezzi preferiti dell’album Alessandra. L’avevo pensato come un brano per sole voci, un po’ sulla falsariga di Because dei Beatles. Invece durante l’incisione Lucariello preferì aggiungerci anche la ritmica e l’orchestra”.

Pooh

“Nasce la prima figlia di Facchinetti (...ogni treno ha il primo vagone!!). Cosa fanno i Pooh, commossi e congratulanti? Battezzano l'album che stanno incidendo col nome della piccina, Alessandra e non paghi di ciò lo stesso giorno realizzano un brano che "casualmente" si intitola Nascerò con te... la sala d'incisione era diventata una nursery!!" (1993)

Quando una lei va via

  • Testo: Valerio Negrini
  • Musica: Roby Facchinetti
  • Voce solista: Riccardo Fogli
  • Timing: 3:10 ca.

Tu
questa sera stranamente su
eccitata più che mai
vuoi giocare con la verità
ma si gioca addosso a me
ti confesso ciò che sai
è acqua antica e tu che fai?
Ti alzi in piedi e te ne vai
così
E pensa questo, amore mio
questa serata l'ho voluta io
questa allegria che mancava un po'
nelle sere in casa tra di noi
La cosa che ti avrei detto poi
è che stasera, più che mai
sentivo quanto eri grande tu
e quanto il resto non contasse più
Io
so che a casa non ti troverò
so persino dove sei
ma se aspetti che ti cerchi io
puoi morire insieme a lui
mi hai soffiato in faccia “Addio!”
ma la notte è breve e poi
che dolcezza troverai, vedrai!
E pensa questo, amore mio
questa serata l'ho voluta io
questa allegria che mancava un po'
nelle sere in casa tra di noi
La cosa che ti avrei detto poi
è che stasera, più che mai
sentivo quanto eri grande tu
e quanto il resto non contasse più
E pensa questo, amore mio...

Note sulla canzone

Editore: Melodi Casa Editrice / Edizioni Suvini Zerboni.

Riccardo Fogli ha inciso una sua versione di questo brano nell'album "Fogli su Fogli" del 1995, inserendola poi nella setlist dei suoi concerti.
La canzone, pubblicata anche sul singolo Cosa si può dire di te ed inclusa nell'album Alessandra, è stata successivamente pubblicata su:

  • 1985 – Anthology (antologia) (4 LP, 4 MC)
  • 1987 – Goodbye (live album) (3LP, 3MC, 2CD)

La canzone orginale è in tonalità di RE maggiore.
Accordi: http://wikitesti.com/index.php/Quando_una_lei_va_via

Noi due nel mondo e nell'anima

  • Testo: Valerio Negrini
  • Musica: Roby Facchinetti
  • Voce solista: Dodi Battaglia
  • Timing: 3:28 ca.

E io dovrei comprendere
se tu da un po' non mi vuoi
non avrei mai capito te
ma da capire cosa c'è?
Dovrei tornare a casa e poi
se il fiato ce la fa
parlarti del mio mondo fuori
dei miei pensieri
e poi scoprire
che vuoi dormire
che non mi senti più
E io dovrei
ma spiegami
contro di me che cos'hai?
Come se io
non fossi io
mi dici che te ne vai
Son quello che respira piano
per non svegliare te
che nel silenzio
fu felice di aspettare
che il tuo gioco
diventasse amore
che una donna diventassi tu
Noi due nel mondo e nell'anima
la verità siamo noi
Basta cosi e guardami!
Chi sono io tu lo sai!
Noi due nel mondo e nell'anima
(e io dovrei comprendere)
la verità siamo noi
Noi due nel mondo e nell'anima
(e io dovrei comprendere)
la verità siamo noi
Noi due nel mondo e nell'anima
la verità siamo noi

Note sulla canzone

Editore: Edizioni April Music / EMI Songs.
Inciso presso Milano Recording nei mesi di aprile-maggio 1972.
Sound Engineer: Gualtiero Berlenghini.
Ass. Sound Engineer: Franco Santamaria.
Supporti: nastro magnetico 16 piste.
Mixer Telefunken.

Di questa canzone fu realizzata una versione in lingua spagnola dal titolo Tu y yo en el mas alla.
La canzone è stata in seguito registrata da Riccardo Fogli nel suo album solista "A metà del viaggio" del 1991 (divenendo anche parte della sua setlist in concerto), oltre ad essere riarrangiata anche da Mina nel sul album Ridi pagliaccio del 1988 e dai Matia Bazar nell'album One1 Two2 Three3 Four4 del 2007.
La canzone, pubblicata anche sul singolo Noi due nel mondo e nell'anima ed inclusa nell'album Alessandra, è stata successivamente pubblicata su:

Orchestra Sinfonica della RAI Milano composta da 44 elementi.
La canzone orginale è in tonalità di DO minore.
Accordi: http://wikitesti.com/index.php/Noi_due_nel_mondo_e_nell%27anima

Commenti sulla canzone

Roby Facchinetti

“La riconoscibilità di questo brano è dovuta al suono del minimoog nell’introduzione. Sulla scia del clamoroso successo ottenuto da Tanta voglia di lei, però ha una struttura musicale più complessa. Lo composi fondendo momenti diversi. Gli ultimi ritocchi glieli diedi giocherellando al pianoforte negli uffici romani della CGD: stavo ingannando il tempo in attesa dell’arrivo di qualcuno”.

Egizio Fabrici

"Poco prima dell'incisione di Alessandra, i Pooh si trovarono ospiti del programma televisivo Saturday e dovendone registrare diverse puntate rimasero a Londra parecchi giorni. Fu proprio durante questo loro primo soggiorno londinese che cominciarono a sentir parlare di sintetizzatori, "strane tastiere elettroniche che emettevano dei suoni incredibili". Cominciò la caccia al signor Moog, l'ingegnere che aveva inventato lo straordinario congegno. Complici alcuni tecnici della CBS inglese, finalmente riuscirono a individuare il laboratorio del genio in una casupola delal periferia di Londra. Lì tra stupori e lusinghe convinsero il signor Moog a vendere loro uno dei prototipi di "Minimoog" su cui stava lavorando. Roby rimase tre giorni inchiodato davanti alla tastiera delle meraviglie, sotto la guida del paziente inventore e tornò in Italia con il "bottino" nascosto in un cappotto come un contrabbandiere. La "macchina della musica" entrò a far parte del sound Pooh e subito dopo l'uscita dell'album Alessandra fu battezzata in live nella straordinaria tourneé con i 40 professori dell'Orchestra della Scala di Milano, che toccò teatri storici come il Petruzzelli di Bari, il Sistina di Roma, il Mediterraneo di Napoli e il Lirico di Milano. Il Minimoog era diventato il 5° Pooh, solo che a Roby cominciava a servire almeno un'altra mano (se la fece crescere!)".

Valerio Negrini

“Al primo che gli chiederà ancora perchè smise di suonare, sospettiamo che il nostro poeta infilerà una penna nell'occhio preferito.
Egli però, con un fair-play per lui inconsueto, ci consente di pubblicare una tantum le seguenti versioni a scelta, rigorosamente false, di quella verità che sa solo lui.
(A) Era innamorato non corrisposto del produttore discografico.
(B) Aveva vinto la lotteria di Capodanno.
(C) Si era convertito all'Islam.
Vai con la macchina del tempo! Settantaquattro, tre, due. Frenata lunga, eccoci indietro ai tempi di Rivera e Mao Tse Tung, dello Scudo Crociato oltre il quaranta per cento. Indietro ben due anni prima che l'Italia bigotta si becchi un coccolone col referendum sul divorzio.
Sentite il nostro creativo cosa ci propone: Noi due nel mondo e nell'anima! La sua nuova testa da ex randagio trabocca di buoni propositi ma quella sua Lei ha sempre di più la faccia da piccola fiammiferaia.
E io dovrei comprendere se tu da un po' non mi vuoi. Ma perchè non la mette sotto con la macchina!
Come se io non fossi io mi dici che te ne vai! Lui ne uscirebbe più vivo, veniamo dal rock. Stasera è arrivato a trovare i suoi ex compagni di viaggio. Parla da solo.
Non avrei mai capito te, ma da capire cosa c'è?' C'è, ragazzo, che hanno fatto la cacca nel ventilatore. Qui in giro la paranoia politica comincia a fare il filo ai juke box, far successo è fascista, addio buoni Beatles! Gli indecisi scappano in India, altri chiudono il pianoforte e aprono lavanderie a gettone; noi col perdono di Krisna insistiamo con la nostra musica, mettici le parole.
Dovrei tornare a casa e poi, se il fiato ce la fa Le confidi i tuoi cocci e le tue stelle e lei sbadiglia come un cocker.
Facciamole un coro: E guardami: chi sono io tu lo sai! Queste sono le nostre foto dell'altro'anno e tu eri mitico come segue: capelli ossigenati gialli, abito damascato a fondo rosa tipo carta di caramella, in groppa a cavallo bianco lungo come un cavallo e alto come una motocicletta. E facevi ciao con la manina. È così che ci siamo fatti la macchina del tempo.
Noi due nel mondo e nell'anima, la verità siamo noi? Canzoni! Ritorniamo insieme al futuro e ne riparliamo."
(Le Guerre Poohike (7) - continua in Io e te per altri giorni)

Roby Facchinetti

“[sulla versione di Mina di Noi due nel mondo e nell'anima dei Pooh] Mi è venuta le pelle d'oca. Non so come ci sia arrivata, perché quello è un pezzo del nostro repertorio antico, dei primi anni Settanta. Sono felice perché ho scoperto che le si adatta benissimo e che attraverso la sua voce ne ha guadagnato in feeling, in magia. In una canzone Mina sa esaltare i pregi armonici e melodici in maniera ideale: come lei, credete, davvero non c'è nessun'altra."
(Tuttolibri, 5 novembre 1988).

Infiniti noi

  • Testo: Valerio Negrini
  • Musica: Roby Facchinetti
  • Voce solista: Dodi Battaglia
  • Timing: 6:12 ca.

Che ti serve ormai
tormentarti per capire il mondo?
Farti soffiare dentro da ogni vento?
Niente c'è che valga il tuo sgomento
Guarda invece noi
piangi per l'amore se si perde
odiami se sei messa da parte
grida se l'amore grida forte
Perché noi qui
infiniti noi
siamo il tempo innocente
che nasce
dal silenzio
del mondo intorno a noi
Chi ti ascolta mai
dolce e disperata tra la gente
dove le tue mani son respinte?
Ciò che non è tuo non vale niente
Perché noi qui
infiniti noi
siamo il tempo innocente
che nasce
dal silenzio del mondo
intorno a noi
Io ti ascolterò
voce di stupito sentimento
io sarò il tuo tempo in un momento
con l'orgoglio di dormirti accanto
Guarda ancora noi
piangi per l'amore se si perde
odiami se sei messa da parte
grida se l'amore grida forte...

Note sulla canzone

Editore: Mascheroni Edizioni Musicali.
Incisa preso Milano Recording nei mesi di aprile - maggio del 1973.
Sound Engineer: Guglielmo Berlenghini.
Ass. Sound Engineer: Franco Santamaria.
Supporti: nastro magnetico 16 piste.
Mixer Telefunken.

Il brano uscì successivamente come singolo, con un lato B differente per ognuno dei canali di diffusione, quello ufficiale e quello del circuito juke-box.
La canzone, precedentemente edita su singolo ed inclusa nell'album Parsifal, è stata successivamente pubblicata su:

Orchestra Sinfonica della RAI Milano composta da 12 violini, 4 viole, 4 violoncelli, 2 bassi ad arco.
In questo brano vennero utilizzati cori a bocca chiusa a cui parteciparono i componenti dell'orchestra.
La canzone orginale è in tonalità di SOL maggiore.
Accordi: http://wikitesti.com/index.php/Infiniti_no

Commenti sulla canzone

Roby Facchinetti

“Lo registrammo con un’orchestra sinfonica. Lo ritengo uno dei pezzi più importanti del primo periodo dei Pooh. Ultimato il mixaggio, una sera restammo in sala ad ascoltarlo. Arrivò il padre di Stefano e si fermò sulla porta per sentirlo. Quando il pezzo finì, era visibilmente commosso. "Ragazzi", ci disse, "questa non è una canzone, è un’opera!"”.

Dodi Battaglia

“Stefano questo pezzo lo chiama "infinita noia": dura quattro minuti e venti e per oltre tre minuti non c’è la batteria. Ogni volta che lo suonavamo, lui stava lì e non sapeva come far passare il tempo. Se lo osservi, vedi che fa le facce più strane”.

Io e te per altri giorni

  • Testo: Valerio Negrini
  • Musica: Roby Facchinetti
  • Voce solista: Dodi Battaglia
  • Timing: 4:44 ca.

A quest'ora sanno già di noi
i problemi cominciano adesso
tutto è fatto ormai
Tu non sai la forza che mi dai
ma conosco i rimpianti che lasci
tu conosci i miei
C'è chi si stanca
di un uomo o di una donna per
amore che manca
per noi o solitudine o
delusi dal tempo
so bene che per noi non fu cosi
Lascio una donna
che crede solo in me
tu distruggi un uomo che il suo mondo
ha dato a te
Senza rispetto
si parlerà di noi
tutto questo io lo accetto
non si vive un'altra volta
Questo
per l'orgoglio mio di averti
basta
non potranno mai fermarmi
dimmi
che è cosi per te
chi può ridarci
gli anni persi?
Questo
fino all'ultimo dei giorni
niente
del passato può sfiorarci
niente
ci offenderà
nessuno al mondo
si permetterà
appartiene a noi
la nostra vita
Cena all'alba soli tu ed io
ciò che resta da fare domani
devo farlo io
Si risveglia in fretta la città
nei tuoi occhi un po' stanchi ritorna
la tua giusta età
Questa
è la cosa più importante
vieni
voglio uscire dalla gente
basta
star nascosti qui
non ha più senso
fare così
incomincia qui
la nostra vita

Note sulla canzone

Editore: Mascheroni Edizioni Musicali.
Incisa presso Milano Recording nei mesi di aprile - maggio 1973.
Sound Engineer: Guglielmo Berlenghini.
Ass. Sound Engineer: Franco Santamaria.
Supporti: nastro magnetico 16 piste.
Mixer Telefunken.

Si tratta del primo brano che Red Canzian ha registrato con i Pooh.
La canzone, precedentemente edita sul singolo omonimo ed inclusa nell'album Parsifal, è stata successivamente pubblicata su:

Orchestra Sinfonica della RAI Milano composta da 12 violini, 4 viole, 4 violoncelli, 2 basso ad arco, 12 fiati.
La canzone orginale è in tonalità di SI minore.
Accordi: http://wikitesti.com/index.php/Io_e_te_per_altri_giorni

Commenti sulla canzone

Roby Facchinetti

“È uno dei primi brani che ho scritto per l’album Parsifal. Era un tentativo di uscire dalla forma-canzone che ci aveva caratterizzato fino a quel momento. Racconta la storia di due amanti che a un certo punto decidono di uscire dalla clandestinità e fuggire insieme: un testo assolutamente poetico nobilita una storia che nasce da una passione viscerale. La mia voce si fonde perfettamente con quella di Dodi. Pubblicato come primo singolo, resterà in cima all’hit parade per venti settimane”.

Pooh

“Durante la tourneé di Alessandra, Riccardo Fogli "colto da innamoramento per la ragazza del Piper", decise di dedicarsi tutto a Patty Pravo, lasciando gli amici Pooh "alla canna del gas". Disperati ma testardi, come solo i Pooh sanno essere, noi tre superstiti ci mettemmo alla ostinata ricerca di un sostituto e per selezionare le reclute, ci stabilimmo all'Hotel Roncobilaccio in cima all'Appennino sull'Autostrada del Sole, dove nella lavanderia magazzino mettemmo su la nostra "sala prove". Tutto lo stanzone era circondato da scaffalature stracariche di migliaia di rotoli di carta igienica, ottima per l'acustica, ma che lasciava presagire che tutto poteva finire in cacca! Gli aspiranti bassisti venivano da tutta Italia; si era sparsa la voce e discografici, impresari, ex compagni di scuola, elettrauti e assicuratori facevano a gara per proporre talenti da provinare. Risultato dopo tre mesi: i Pooh avevano deciso di restare in 3. "All'ultimo minuto", ci venne segnalato un chitarrista di Treviso che avevamo conosciuto come una "persona simpatica", ma che non avevamo preso in considerazione come bassista, in quanto chitarrista! Venne comunque invitato nel "Paradiso del Culo" (così avevamo ribattezzato la nostra sala prove); lo ascoltammo, lo guardammo a lungo e cominciammo a suonare qualcosa... dopo 0,30 secondi era un Pooh. Ci sembrava perfetto, ma per sicurezza lo collaudammo negli Stati Uniti, lontani da casa della serie "Hai visto mai!"... era il 15.2.1973, lui si chiamava Red Canzian." (1993)

Valerio Negrini

“Anno ottavo nella Nostra Storia: ogni riferimento a personaggi riconoscibili è fortemente voluto. Millenovecentosettantatre è una cifra ostile. Girala e dividila come vuoi, sempre qualcuno ci rimetteva, tranne gli Sceicchi. Quell'anno era stata dichiarata l'austerity, Israele festeggiava a cannonate lo Yom Kippur, le femministe non avevano più benzina per darci fuoco a tutti. 'Amor che a nullo amato amar perdona', aveva detto il collega Dante; come non dargli ragione. Se Washington aveva mal di testa per il Watergate, noi avevamo il fegato grosso per fughe in famiglia.
Il nostro testo diceva: C'è chi si stanca di un uomo o di una donna per amore che manca. A volte manca il proiettile per soluzioni più definitive, altre semplicemente il cervello. A molta fauna politica dell'epoca mancava la corrente al vergognimetro, l'avremmo chiamato più tardi Scandalo Lockheed. Ma dalla telenovela medioevale di Paolo e Francesca allo scivolone biondo del nostro coscritto, da compare Turiddu alla guerra di Troia, sempre l'uomo, la femmina e le loro corna hanno condizionato la Storia, dall'elmo vichingo a Novella 2000.
A quest'ora sanno già di noi. Con la famosa macchina del tempo, che per fortuna non va a succo d'Arabo, siamo parcheggiati al chiar di luna sotto il balcone dove vegliano il nostro eroe e la sua sirena, e li stiamo registrando
Lascio una donna che crede solo in me, tu distruggi un uomo che il suo mondo ha dato a te... Esatto! L'altro Lui ha accettato tutto, nel senso che si è ubriacato come un sioux e con l'accetta ha sfasciato tutta la casa, sanitari compresi, mentre l'altra Lei, falliti piccoli suicidi con impiccagione mediante nastro magnetico Ampex a due tracce e ingestione contemporanea di tutte le foto nuziali con vetro e cornice e di un polpettone di tre settimane, ha svuotato il conto corrente comune ed è segnalata su un volo per Acapulco.
Niente ci offenderà, nessuno al mondo si permetterà! Nessuno, gli avvocati sono gentilissimi.
Cena all'alba soli tu ed io. Buon appetito e buona fortuna amico, per un po' ci mancherai!
(Le Guerre Poohike (8) - continua in Parsifal)

Cosa si puo' dire di te?

  • Testo: Valerio Negrini
  • Musica: Roby Facchinetti
  • Voce solista: Roby Facchinetti
  • Timing: 4:07 ca.

Cosa si può
dire di te?
Volevi, non volevi, chi lo sa?
Cosa si può
dire di me?
Volevo ma aspettavo e
quando l'età si svegliò
e bastava chiudere gli occhi
fermai la mia mano
Per essere uomo io
volevo averti
nella stagione dei fiori aperti
La prima notte dei sogni
come un uomo antico sognavo
per noi ma il sorriso
sul tuo viso non tornò
Cosa si può
dire di lui?
Sapeva, non sapeva
forse si
Lui non parlava
lui ti guardava
fu un momento e
quando l'età si calmò
non trovasti molti sorrisi
nell'erba o sul letto disfatto
o dove fu
Cos'hai pensato?
E, più di tutto, questo ti chiedo:
Ora che sei una donna
fu davvero tutto sbagliato
fra noi
ciò che è stato?
Ero proprio inutile?
Ora che sei una donna
fu davvero tutto sbagliato
fra noi
ciò che è stato?
Ero proprio inutile?...

Note sulla canzone

Editore: Melodi Casa Editrice / Edizioni Suvini Zerboni.
Incisa presso Milano Recording nei mesi di aprile - maggio del 1972.
Sound Engineer: Gualtiero Berlenghini.
Ass. Sound Engineer: Franco Santamaria.
Supporti: nastro magnetico 16 piste.
Mixer Telefunken.

La canzone, pubblicata anche sul singolo Cosa si può dire di te ed inclusa nell'album Alessandra, è stata successivamente pubblicata su:

Dodi Battaglia usa una chitarra Cuatro, tipico strumento musicale latino-americano.
Orchestra Sinfonica della RAI Milano composta da 44 elementi.
La canzone orginale è in tonalità di SOL maggiore.
Accordi: http://wikitesti.com/index.php/Cosa_si_puo%27_dire_di_te

Se sai, se puoi, se vuoi

  • Testo: Valerio Negrini
  • Musica: Roby Facchinetti
  • Voci soliste: Dodi Battaglia, Roby Facchinetti
  • Timing: 4:53 ca.

Tu m'hai chiesto tempo e troppo tempo ti lasciai
voglio andare in fondo e il fondo è già toccato ormai
lento ed invadente il tuo silenzio avvolge me
rende amara l'aria che respiro insieme a te
Soli
quel giorno che tremavi
in quella stanza, si
fu quando gridai
per dirti di noi
dicevi a me
"Non ho più niente"
Era
per darti un po’ d'aiuto
ed ero come te
ricordo l'idea
fu chiara, fu tua
chiedesti a me
"Facciamo un viaggio"
"Presto
l'acqua
non più confine avrà"
Dicevo, "Guarda il mare
scenderemo
verso le terre antiche
del sud"
"La gente
negli occhi
più grandi senza età
e nell'istinto avrà
colori audaci
e nuove intense voci
per te"
Poi quell'osservarmi
che non ricordai
prima nei tuoi occhi
di aver visto mai
quasi fosse strano
ciò che avvenne poi
"Cosa abbiamo fatto?"
ci chiedemmo noi
Se sai
se puoi
se vuoi
domando, spiegami
cos'è che ancora fa
violenza a noi
Capisci il senso o no
la voce, il viso tuo
da riconoscere
rivoglio a me
Se sai
se puoi
se vuoi
la strana nostalgia
che può distruggerci
si disperderà

Note sulla canzone

Editore: Edizioni April Music / EMI Songs Edizioni Musicali.
Incisa presso Milano Recording nel mese di gennaio del 1974.
Sound Engineer: Guglielmo Berlenghini.
Ass. Sound Engineer: Franco Santamaria.
Supporti: nastro magnetico 16 piste.
Mixer Telefunken.

Per questo brano Valerio Negrini scrisse altri due testi: uno raccontava della storia d'amore di una ragazza cieca che, recuperata la vista, lasciava il suo uomo, mentre l'altro raccontava di una ragazza che faceva la tassista sull'isola di Man e che immaginava un'avventura romantica con un turista.
La canzone, precedentemente edita sul singolo omonimo, è stata successivamente pubblicata su:

Orchestra Sinfonica della RAI Milano composta da 44 elementi.
La canzone orginale è in tonalità di FA maggiore.
Accordi: http://wikitesti.com/index.php/Se_sai_se_puoi_se_vuoi

Commenti sulla canzone

Roby Facchinetti

“È una bella instantanea del mondo musicale che caratterizza i primi anni Settanta. Stava cominciando a emergere la nostra anima rock, anche se era stemperata dall’uso dell’orchestra. Tra l’altro in questo pezzo Stefano usa per la prima volta i timpani sinfonici”.

E vorrei

  • Testo: Valerio Negrini
  • Musica: Roby Facchinetti
  • Voci soliste: Dodi Battaglia, Roby Facchinetti
  • Timing: 5:02 ca.

Siamo già
sulla porta
un breve addio
nel giardino
e lo so io
quel che sento
ma non potrei
provarci più
l'ho detto già
discorso chiuso
da parte mia
E vorrei
trascinarti
nel buio là
come sempre
dove, lo sai
tante volte
abbandonai
la rabbia mia
ma cara mia
stasera questo
non si farà
Pensa che adesso vorrei
far l'amore
qui una volta, due volte
poi dirti
no, non ci riesco a
lasciarti e vorrei
vorrei che a sbagliare di più
fossi stato io
sempre io
E così
inutilmente
illuderei
nuovamente
la mente mia
come sempre
meglio per me
salvarmi quì
adesso che
riesco a guardarti
come sei
Non ti dirò che vorrei
e Dio sa se
è vero che ancora vorrei
far l'amore
qui una volta, due volte stasera
no, mi conosco e lo so
ciò che infine
poi
io vorrei
Non ti dirò che vorrei
e Dio sa se
è vero che ancora vorrei...

Note sulla canzone

Editore: A.B.R. Edizioni Musicali / Mascheroni Edizioni Musicali.
Incisa presso Milano Recording nel mese di giugno del 1974.
Sound Engineer: Guglielmo Berlenghini.
Ass. Sound Engineer: Franco Santamaria.
Supporti: nastro magnetico 16 piste.
Mixer Telefunken.

La canzone, precedentemente apparsa sul singolo Per te qualcosa ancora, è stata successivamente pubblicata su:

Orchestra Sinfonica della RAI Milano composta da 12 violini, 8 viole, 4 violoncelli, 2 basso ad arco, 4 legni.
La canzone originale è in tonalità di RE maggiore.
Accordi: http://wikitesti.com/index.php/E_vorrei

Per te qualcosa ancora

  • Testo: Valerio Negrini
  • Musica: Roby Facchinetti
  • Voce solista: Roby Facchinetti
  • Timing: 4:24 ca.

Casa tua mi piace
sa di calda pace
spesa in due
un anno in più
sul viso non hai
Tu di me mi chiedi
sono qui, mi vedi
dimmi tu
mi trovi un po'
cambiato?
Non so
Ti ringrazio
del pensiero
non credevo che
fosse giusto
rivederci
l'hai fatto tu per me
so che lui conosce
bene chi sia io
prima che ritorni
scusa, ma andrò via
Vedo che i capelli adesso
non li tagli più
in quel modo strano in cui tu
mai sembravi tu
dolce e più serena
è la voce tua
vedo tutto intorno
nuova fantasia
Te lo ricordi
com'eri allora
come non parlavi
fra gli entusiasmi
della mia mente
solo mi lasciavi
Ora ne parli
della tua vita
della vostra intesa
in questo mondo
che ti appartiene
quanto sei più bella
adesso
Quanto amore
dal tuo sonno
lui svegliò per sé
ciò che sempre
inutilmente
io chiedevo a te
Sai che cosa scopro
d'improvviso io?
Non ho mai pensato
di sbagliarmi io
Prima che vada
per la mia strada
dimmi, si, che in fondo
ha avuto un senso
nei nuovi giorni
anche un po' il mio mondo
Fammi pensare
che potrei darti
qualche cosa ancora
fammi pensare
di aver paura
che lui possa rientrare
adesso...

Note sulla canzone

Editore: Tiber / Mascheroni Edizioni Musicali.
Incisa presso Milano Recording nel mese di giugno del 1974.
Sound Engineer: Guglielmo Berlenghini.
Ass. Sound Engineer: Franco Santamaria.
Supporti: nastro magnetico 16 piste.
Mixer Telefunken.

Questo brano ha visto la sua nascita nella lavanderia/magazzino dell'Hotel Roncobilaccio sull'autostrada del Sole, nell'Appennino Tosco-Emiliano, dove i Pooh in quegli anni si ritiravano per lavorare.
La canzone, precedentemente apparsa sul singolo Per te qualcosa ancora, è stata successivamente pubblicata su:

Orchestra Sinfonica della RAI Milano composta da 12 violini, 8 viole, 4 violoncelli, 2 basso ad arco, 4 legni.
La canzone orginale è in tonalità di MI.
Accordi: http://wikitesti.com/index.php/Per_te_qualcosa_ancora

Commenti sulla canzone

Roby Facchinetti

“Ebbi lo spunto per scrivere questo pezzo da una frase strumentale che ricavai dal minimooog settando lo strumento prima di un concerto.”

Dodi Battaglia

“Qui uso per la prima volta il mandolino, suonato all’unisono con le tastiere e la chitarra acustica. Quel mandolino lo avevo ereditato da una zia: per anni l’avevo visto appeso alle pareti di casa sua. C’era anche un violino e da ragazzo, ogni tanto provavo a suonarlo. Le accordature del mandolino e del violino sono identiche, questo rendeva tutto più semplice.”

Note sull'album

Parte interna della copertina

I Pooh 1971-1974

Altre edizioni

  • 1974 - Edizione su musicassetta, CBS, 40 CBS 69089.
  • 1974 - Edizione su Stereo8, CBS, 42 S 69089.
  • 1974 - Edizione su musicassetta, CGD, 40 CGD 69089.
  • 1983 - Edizione su vinile della CGD, collana MusicA, CGD 1027.
  • 1983 - Edizione su musicassetta della CGD, collana MusicA, 35 LSM 1027.
  • 1984 - Edizione su vinile, GD, LSM 1027.
  • 1989 - Edizione su CD della CGD, collana MusicA, CDLSM 100011.
  • 1989 - Edizione su vinile della Warner Music, 9031 70498-1.
  • 1989 - Edizione su musicassetta, collana MusicA, CGD, 9031 70498-4. Made in Italy by Pozzoli.
  • 1989 - Edizione su CD, Warner Music, 9031 70498-2.
  • (Data non disponibile) - Edizione su CD, collana MusicA, CGD, 9031-70498-2.
  • 2011 - Edizione su CD, CGD, 0090317049823.

 

Edizione su Stereo8

Stereo8

Copertina della ristampa del 1983

I Pooh 1971-1974