Pooh - Rassegna Stampa Anni '70 - 1975

Nota

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1975

Gennaio 1975 - Novella 2000 - "Al fuoco! Bruciano i Pooh", di Ornella Ferrario

Gennaio 1975 - Novella 2000 - Al fuoco! Bruciano i Pooh, di Ornella Ferrario    Gennaio 1975 - Novella 2000 - Al fuoco! Bruciano i Pooh, di Ornella Ferrario

[...] il quarto, quello che ha sostituito Fogli, è Red (Bruno) Canzian, un italianissimo che per anni è stato spacciato per inglese.
« [...] È vero che abbiamo venduto meno quarantacinque giri dopo i primi successi, ma è anche vero che abbiamo venduto molti LP in più. Se una canzone di successo quattro anni fa raggiungeva il mezzo milione di copie, oggi arriva appena a 250 mila. In compenso ha trovato molto più spazio il 33 giri. Il primo che abbiamo fatto ha venduto appena 70 mila copie; uno degli ultimi, Parsifal, ne ha vendute 260 mila. Ecco, il nostro periodo di assestamento non ha niente a che vedere con la "dipartita" di Riccardo. È stato un fatto di mercato, un mercato meno ricettivo verso il 45 giri. In parte è stato anche un fatto di scelte; abbiamo smesso di cercare il successo della canzone singola per instaurare con il pubblico un discorso più ampio, più completo; il discorso del 33 giri».
Quindi avete buttato a mare le canzoncine che vi hanno fatto vendere migliaia di dischi e vi siete rivolti verso un altro genere?
«Neanche per sogno. Anzi, la nostra caratteristica è proprio quella di essere rimasti i Pooh di Tanta voglia di lei. I nostri suoni, le nostre atmosfere non sono cambiati. Cerchiamo soltanto di ampliare il discorso discografico. Non si possono esaurire le cose che si vogliono dire in un 45 giri, mentre il 33 è il sistema giusto per fare un discorso musicale completo [...]».
Potete qualificare il vostro genere musicale?
«È la nostra musica e basta. La musica che fanno Facchinetti e Battaglia, le parole che scrive Negrini. Le canzoni che i Pooh vivono. Hippy ma non troppo, se si vuole a tutti i costi dare una definizione. Ma neppure questa è una definizione esatta. Nei nostri dischi ci si può anche trovare un'atmosfera moderna come ci si può trovare una stessa melodia di quattro anni fa ma interpretata in una diversa maniera, con altri suoni. Anche se abbiamo cambiato gli arrangiamenti e abbiamo arricchito la parte strumentale siamo i Pooh di sempre, con i nostri suoni tipici, le nostre sensazioni e le nostre emozioni. Adesso non andiamo più a suonare con quattro chitarre, alle nostre spalle abbiamo venti violini, però il nostro sound è il solito».
[...] «Facciamo due tournée all'anno di novanta ciascuna e non ci limitiamo a presentare canzoni. Ll nostro spettacolo si apre con un effetto di luci e il Coro dei Pellegrini di Wagner. Dopo cinque minuti il coro tace e quattro fasci di luci illuminano i nostri strumenti, vuoti. Lì usciamo noi. [...] noi cominciamo a suonare senza interrompere per circa mezz'ora: si tratta di un lungo discorso musicale con un filo conduttore. Poi cantiamo anche le nostre canzoni di successo. Verso la metà dello spettacolo c'è un effetto di fumo e di fuoco che ci nasconde. Lì presentiamo il disco Parsifal. Alla fine, proprio davanti a noi, all'inizio del palcoscenico, sale una cortina di fuoco che sembra inghiottirci, e lì finisce lo spettacolo».
[...] Adesso che è finito il periodo delle tournée, che cosa state facendo?
«Un disco, un 33 giri che si intitolerà Un po' del nostro tempo migliore. Saranno tutti pezzi nuovi. I musicisti sono Facchinetti e Battaglia, [...] il nostro paroliere è sempre Negrini [...]».

02 febbraio 1975 - Sorrisi e Canzoni TV - N. 5 - "I baronetti della musica nostrana", di Gianni Boncompagni

02.02.1975 - Sorrisi e Canzoni TV - N. 5 - I baronetti della musica nostrana, di Gianni Boncompagni

I Pooh cantano l'amore soprattutto perché ben si adatta al loro «sound» che crea soluzioni di equilibrio tra l'antico ed il moderno ed ancora di più si fonde con la loro musica che è essenzialmente melodica. Se il temaè l'amore, il soggetto è la donna e si giustificano affermando che lo è per diverse ragioni: «La donna è un essere meraviglioso, necessario, indispensabile; guai se non ci fosse questa cosa splendida che è la donna». Il loro ultimo LP «71/74 Pooh» riassume il meglio, riproponendo pezzi come «Tanta voglia di lei», «Pensiero», «Infiniti noi».
È questo il loro quarto 33 giri, dopo «Opera prima», «Alessandra» e «Parsifal». Ma mentre il complesso più imitato d'Italia vede l'ultima fatica discografica salire sulle nostre classifiche, è già impegnato nella realizzazione del quinto ma anche primo LP. Sì, primo perché aprirà la serie di una produzione discografica che li coinvolgerà nell'etichetta. [...] Dody, Stefano, Red e Roby, quattro ragazzi tutti casa discografica e sala d'incisione, per distinguersi da chi li imita si presenteranno rinnovati a marzo. Facchinetti e Negrini hanno già scritto dieci canzoni «diverse» in modo da dare il via ad un nuovo discorso, una nuova «era-Pooh». Intanto «Per te qualcosa ancora», il loro ultimo 45 è sempre più in alto in classifica. Per un complesso che non ha mai partecipato a un festival (forse è l'unico) e che si è imposto soltanto... a suon di buone canzoni è arrivata giustamente anche l'ora di uno special televisivo. Carla Vistarini, la paroliera romana, sorella di Mita Medici, sta scrivendolo. Stavamo già dimenticandoci di scrivere il nome dell'etichetta discografica che sarà, naturalmente, amministrata dal solerte Giancarlo Lucariello, non stupitevi e non sorprendetevi se sui dischi dei Pooh leggerete POOH: è proprio il nome della loro etichetta. Boh!

Febbraio 1975 - Testata sconosciuta - "I Pooh - La loro storia in uno "special" tv", di Danilo Maggi

Febbraio 1975 - Testata sconosciuta - I Pooh - La loro storia in uno special tv, di Danilo Maggi

Un telegramma della RAI-TV che per poco non va smarrito; un aereo che non parte, un treno che invece parte, ma non arriva a destinazione; un autobus mezzo scassato con un guidatore impersonato da Aldo Fabrizi; una banda di paese; uno studio televisivo in Via Teulada a Roma pieno di polvere e di ragnatele che quasi all'improvviso sfavilla invece di luci e dei personaggi più in vista della TV italiana... Il tutto accompagnato da tante belle canzoni e dall'esibizione di un complesso che è sempre in scena: quello dei Pooh. Questo in sintesi lo «show» o, meglio, lo scenario dello spettacolo TV di cui appunto è protagonista il noto complesso. A parlarcene è Stefano il batterista e portavoce dei Pooh.
«Vi sembrerà un'idea un po' allucinante, ma vi assicuro che invece sarà molto divertente. Si tratta in sintesi di un simbolico viaggio di tutti noi da Milano a Roma, cioè dalle origini al successo».
«E questa idea, come è nata?», chiedo.
«Semplicissimo, ci avevano chiesto di fare per la TV il solito quarto d'ora di canzoni. Avevamo già accettato, ma la cosa non ci entusiasmava perché noi non abbiamo mai avuto molta fortuna in TV. Le nostre poche esibizioni sono sempre state frettolose e mal realizzate. "Perché non proporre a nostra volta qualcosa?", ci siamo chiesti. E così ci siamo rivolti a Carla Vistarini, sorella di Mita Medici, che è disegnatrice, sceneggiatrice e paroliera. Carla ha scritto l'abbozzo di uno sceneggiato e ce lo ha letto per telefono. Ne siamo rimasti entusiasti e siamo corsi a proporlo ai signori della RAI-TV. Miracolo: ne sono rimasti entusiasti anche loro e ora eccoci qui, ormai nella fase di realizzazione. Effettivamente, se le promesse verranno mantenute, sarà la prima volta che un complesso di musica leggera è protagonista di un intero spettacolo sul video».
«E Carla da dove ha preso lo spunto per il vostro spettacolo?».
«Dai film dei Beatles», risponde Roby Facchinetti [...]. «E anche da qualche recente filmato musicale come quello dedicato a Elton John e trasmesso poco tempo fa dalla nostra televisione [...]».
«Ma voi sapete recitare?», chiedo dubbioso.
«Siamo gente di spettacolo», risponde Red. «E siamo sicuri di cavarcela».
«A proposito di pubblico, è vero che recentemente vi hanno contestato?».
«Sì», ammette Dody, «è accaduto al Palazzo dello Sport di Varese, davanti a 5000 persone. Un gruppo di contestatori ha cominciato a distribuire volantini in cui i Pooh venivano definiti pressapoco "espressione del consumismo capitalista". Come abbiamo cominciato suonare subito siamo stati subissati da fischi. Comunque non si siamo lasciati prendere dal panico e abbiamo continuato imperterriti».
«Curiosi i nostri contestatori!», interviene a questo punto Stefano. «Figurati che uno di loro, mentre stavo entrando, mi si è avvicinato e mi ha detto: "Senti, io ti contesto, però fammi passare gratis lo stesso..."».
«[...] voi siete piuttosto ottimisti, visto che state preparando un nuovo LP».
«Veramente sono già due anni che ci stiamo lavorando sopra e questo perché vogliamo dare al pubblico qualcosa di veramente nuovo. Il disco si intitolerà "Un po' del nostro tempo migliore", ed è un LP che conterrà motivi di vario genere; insomma, il meglio di noi stessi».
«Ma non avete mai pensato di sfondare all'estero [...]?».
«Perbacco se ci abbiamo pensato! Solo che non ci è ancora capitata l'occasione giusta. Comunque faremo di questo disco anche una versione inglese e sarà il nostro biglietto di visita per l'estero. Entro l'anno, infatti, effettueremo una tournée negli Stati Uniti» [...].

Marzo 1975 - Confidenze - "Il boom della malinconia", di Antonio Cocchia

Marzo 1975 - Confidenze - Il boom della malinconia, di Antonio Cocchia

Quale può essere il segreto del successo dei Pooh? Secondo le loro ammiratrici è la bravura, ma noi sappiamo bene che le ammiratrici [...] non possono avere sufficiente senso critico [...].
Il segreto del successo può essere allora il caso. Una canzone, per puro caso, viene giudicata deliziosa, e da quel momento il gruppo che l'ha lanciata viene sollevato in palmo di mano da un pubblico devoto [...]. Ma anche questa ipotesi non regge [...].
In realtà bisogna ammettere che dietro ogni successo più solido e prolungato c'è effettivamente un minimo di lavoro, talvolta anche più del minimo. I Pooh, per esempio, insistevano già da qualche anno prima di arrivare a sfondare con «Tanta voglia di lei», e dopo che hanno ottenuto il favore del pubblico hanno cercato di non addormentarsi [...].

19 dicembre 1975 - Nuovo Sound - Numero 47 - Pagina 8 - "Pooh: "Con noi o contro di noi!""

19 dicembre 1975 - Nuovo Sound - Numero 47    19 dicembre 1975 - Nuovo Sound - Numero 47    19 dicembre 1975 - Nuovo Sound - Numero 47    19 dicembre 1975 - Nuovo Sound - Numero 47m    19 dicembre 1975 - Nuovo Sound - Numero 47    19 dicembre 1975 - Nuovo Sound - Numero 47

26 dicembre 1975 - Nuovo Sound - Numero 48 - Pagina 18 - "Pooh - Forse ancora poesia", di Franco Schipani

26.12.1975 - Nuovo Sound - N.48 - Pooh - Forse ancora poesia, di Franco Schipani

Tornano i Pooh con un album molto interessante soprattutto per le nuove proposte contenute in alcuni episodi, primo fra tutti "Wild track", un tema country interpretato con un certo gusto e indubbia classe; il tentativo del quartetto di Facchinetti di trovare strade nuove è estremamente lodevole in quanto non sarebbe difficile per loro proseguire sul consueto cammino che tanto piace a gran parte del pubblico. Come hanno confermato i recenti spettacoli, il gruppo è capace di realizzare una musica ben più interessante di quella proposta nei dischi, e in questo "Forse ancora poesia" il desiderio di rinnovamento è più tangibile del solito, i momenti meno scontati sono più di uno (mentre nel precedente LP forse solo "Eleonora mia madre" usciva dagli schemi usuali).
Le canzoni più interessanti ci sono sembrate "Quinta stagione" (strumentale), la succitata "Wild track" e "Peter Jr.".