Pooh - Rassegna Stampa Anni '80 - Anno 1980

Nota

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Anno 1980

16 gennaio 1980 - Corrier Boy Music - N. 3 - "Noi, i Pooh", supplemento

16.01.1980 - Corrier Boy Music - N. 3 - Noi, i Pooh    16.01.1980 - Corrier Boy Music - N. 3 - Noi, i Pooh

[...] Con un certo orgoglio ci teniamo a sottolineare che siamo stati il primo complesso italiano a usare elementi spettacolari e coreografici nel corso dei nostri concerti. È iniziato nel 1973 durante la registrazione del nostro album: Parsifal. Ci serviva qualcosa che sottolineasse le nuove sonorità di rock sinfonico della nostra evoluzione artistica; così, usammo due vecchi lanciafiamme a gasolio, che «sparavano» lingue di fuoco alte una decina di metri.
In oltre quindici anni di attività abbiamo venduto più di cinque milioni di dischi [...].
Quando componiamo, ci isoliamo tutti e quattro in una specie di villa-rifugio a Predore sul lago d'Iseo.
Facciamo molti concerti (siamo attivati a farne 400 in un anno!), e recentemente, abbiamo riempito il nostro carnet di tournée in tutto il mondo.
[...] recentemente abbiamo anche registrato un film promozionale sotto la regia di Ivan Falardi.

20 gennaio 1980 - Ciao 2001 - N.3 - Pagina 30 - "Speciale concerti", di Federico Ballanti

20.01.1980 - Ciao 2001 - N.3 - Pag. 30 - Speciale concerti, di Federico Ballanti    20.01.1980 - Ciao 2001 - N.3 - Pag. 30 - Speciale concerti, di Federico Ballanti

[...] Nella selva piuttosto popolata e in continuo movimento di gruppi e gruppetti melodici italiani, dove pare che le cose più importanti della vita siano le ragazze, i gelati al cioccolato e le conquiste del sabato sera, e dove bisogna sempre correre da qualcuno per farsi riaggiustare il cuore infranto, regnano da sempre, maestà incontrastate, i Pooh.
Quasi tre generazioni di adolescenti italiani hanno messo sul piatto, nella rituale festicciola del sabato pomeriggio, un album dei Pooh e questo non è un merito da poco per un complesso vista la estrema facilità con cui nel volubile mondo della musica leggera italiana si nasce e si muore. E se pensiamo che il gruppo è in attività dal 1966, quando nacque in piena era beat, lo stupore aumenta. Il 1980 segna il quattordicesimo anno di vita del complesso, una longevità vantata da pochissime altre band a livello internazionale. C'è da chiedersi,a questo punto, quale sia il segreto di tanto successo [...]. I Pooh hanno via via elaborato una formula-tipo di canzone melodica dal contenuto semplice, diretto ad un pubblico che nella musica leggera cerca e trova lo sfogo personale o il «sogno da sognare». Questa canzone-tipo si è naturalmente adattata ai cambiamenti di gusto, alla maturazione dei musicisti, ma è rimasta invariate nei contenuti. Il professionismo che li contraddistingue li ha sempre mantenuti un palmo sopra gli altri complessi melodici di casa nostra: oggi i Pooh sono arrivati ad un tipo di pop melodico che lascia molto spazio all'inventiva musicale, allineandosi anche alle nuove regole del pop internazionale, che vuole arrangiamenti grandiosi, una buona base ritmica, parti vocali dalle forti tinte. Ed è forse fidando in questa raggiunta maturità che il gruppo, mentre in Italia va a gonfie vele «Viva», sta per mettere sul mercato internazionale un disco composto di tutti i più grandi successi della sua carriera, naturalmente cantati in inglese e arrangiati con un suono più «americano». Sotto la guida del produttore Teddy Randazzo, nome noto in America per il suo lavoro, tra gli altri, con Barbra Streisand, i Pooh si apprestano così ad invadere anche il mercato estero, dove comunque sono già piuttosto noti per le tournée fatte in Europa e in Giappone.

IL CONCERTO
Giorno di Natale al Tendastrisce. Primo dei quattro concerti romani dei Pooh. Due immensi TIR bianchi con la scritta Pooh sulle fiancate stazionano nella parte posteriore della piazza erbosa su cui sorge il tendone: sono il simbolo della mastodonticità raggiunta dallo show del gruppo.
Il Tendastrisce è pieno ma non straripa di gente: il pubblico è composto in maggioranza di giovanissimi ma non mancano venticinquenni o trentenni con moglie e figli al seguito, inveterati fans di sempre, ansiosi forse di sentire qualcuno degli hit che in qualche modo ha partecipato della loro adolescenza.
Per primo si presenta sul palco Gino D'Eliso, musicista milanese con tendenze rock: il suo arrivo non è ben accetto al pubblico e se ne rende conto. «So che aprire per i Pooh è quasi un suicidio, ma non vi preoccupate, tre o quattro pezzi e me ne vado». Da solo, una Telecaster a tracolla e le basi guidate dal mixer. D'Eliso attacca con «Signore degli imbecilli», una canzone incisa anche dai Revolver sul loro album d'esordio. Atmosfera piuttosto fredda, si continua con «L'ora del the» e si chiude con «Pino Delirio», un rock'n'roll non molto ben riuscito: nel complesso forse una prova del genere era da evitare.
Al buio, mentre la gente fischia e applaude per l'impazienza, Roby Facchinetti, Dody Battaglia, Red Canzian e Stefano D'Orazio fanno il loro ingresso sul palco: in una esplosione di fari inizia una pomposa e abbastanza noiosa intro, condita da effetti elettronici di ogni tipo. È subito chiaro quale sarà l'andamento del concerto: ed infatti, mentre la band inizia a snocciolare i successi di «Viva» e di «Boomerang» si moltiplica l'uso del laser, dei fumoni, delle luci ad effetto, di fiammate alla Kiss. Lo spettacolo è veramente imponente e quasi distrae dalla musica; uno show, in ogni caso, di levatura internazionale. Red Canzian, che cambia il basso ad ogni canzone, si sbraccia e si dà un gran daffare nel coinvolgere il pubblico nel perfetto stile delle rock-star d'oltre Manica. Più misurato Dody Battaglia, il chitarrista in pantaloni di raso rosso, forse l'elemento più duro, con la sua Stratocaster, nel sound dei Pooh. Indubbiamente negli ultimi tre-quattro anni il suono della band dal vivo ha preso decisi connotati rock, e in questo Red e Dody svolgono un ruolo primario.
L'elemento che invece assicura ai Pooh il tradizionale timbro romantico-epico è il tastierista Facchinetti, che canta la gran parte dei brani: molto buona la sua interpretazione di «In concerto», una ballad sulla vita randagio di un gruppo pop, sulla falsariga di un famoso brano di Jackson Browne in «Runnin' On Empty». Passano poi «L'ultima notte di caccia», «La città degli altri», «Notte a sorpresa», «Tutto adesso» poi Red dà il via alle consuete esibizioni personali con una discreta performance di basso: nel corso dello show tutti i musicisti si prenderanno qualche minuto tutto per loro e il migliore di questo show risulterà quello del chitarrista, ricco di variazioni stilistiche, tonali e timbriche.
Il concerto però, nonostante la bravura dei quattro, comincia a diventare noioso per l'eccessivo ricorrere ad arrangiamenti barocchi, pesanti, e questo aspetto dei Pooh disorienta in parte anche il pubblico: è passata più di un'ora dall'inizio e i quattro annunciano un medley acustico dei loro pezzi più famosi. La gente si scalda appena sente «Quando una lei va via», «Linda», «Cercami», «Noi due nel mondo e nell'anima». Ripresi in mano gli strumenti elettrici i Pooh eseguono il successo del momento, «Io sono vivo» e il concerto si avvia alla conclusione. Il bis è d'obbligo: «Pensiero» fa sbracciare i più scalmanati fans radunati sotto il palco, poi esplode la splendida «Dammi solo un minuto» chiusa da una salva di fumoni e fiammate: un finale caldo, energico che però non riscatta le parti morte dello spettacolo.
I Pooh sono oggi un gruppo pop che guarda anche all'estero: sono senza dubbio degli ottimi musicisti ma rischiano di perdersi in questa eccessiva ricerca di estetismo fine a se stesso, a scapito della freschezza delle esecuzioni. Un concerto buono da un punto di vista spettacolare ma scontato, in fondo, nel lato musicale. Questo tipo di barocchismo romantico ha ormai fatto il suo tempo.

06 marzo 1980 - Skorpio - N.9 - Pagina 20 - "Sempre insieme amichevolmente", di Simonetta Martellini

06.03.1980 - Skorpio - N.9 - Pag.20 - Sempre insieme amichevolmente - Di Simonetta Martellini    06.03.1980 - Skorpio - N.9 - Pag.20 - Sempre insieme amichevolmente - Di Simonetta Martellini    06.03.1980 - Skorpio - N.9 - Pag.20 - Sempre insieme amichevolmente - Di Simonetta Martellini    06.03.1980 - Skorpio - N.9 - Pag.20 - Sempre insieme amichevolmente - Di Simonetta Martellini    06.03.1980 - Skorpio - N.9 - Pag.20 - Sempre insieme amichevolmente - Di Simonetta Martellini

Un successo che dura da quattordici anni, attraversando indenne mode e gusti, ha sempre del sorprendente [...].
C'è chi li accusa di non fare buona musica, di scegliere soluzioni spettacolari, che risultano di gran lunga inferiori alle loro reali capacità. Ma i fatti sono fatti: «Viva», il loro ultimo album, è ai primi posti delle classifiche di vendita, e questo non è un caso eccezionale [...].
Qual è il pubblico che li segue? Chi comprava i loro dischi quattordici anni fa non li ha dimenticati, ma strada facendo il gruppo ha raccolto altre simpatie, fino ad arrivare al «tifo» scatenato che fanno per loro gli innumerevoli giovanissimi fans. Esistono decine e decine di «club» che riuniscono gli appassionati della loro musica e non si contano le lettere che i nostri ricevono.
[...] vezzeggiativi inglesizzati come Roby e Dody - che tutti, anni fa, ci siamo inventati - sono un po' fuori del tempo, così come risultano forzati gli atteggiamenti da eterni ragazzini, gli abiti sfarzosi e luccicanti, i concerti pieni di luci, fumi ed esplosioni che fanno passare in secondo piano la musica. Musica che, peraltro, meriterebbe di essere ascoltata: i quattro sono ottimi musicisti, affiatati e competenti. Senza contare che negli ultimi anni anche i testi delle canzoni hanno acquistato una dimensione reale, interessante, ricca di spunti originali [...].
Pooh: Un nostro concerto dura circa due ore. E ogni anno facciamo fatica ad eliminare delle canzoni per far posto a quelle del nuovo album. E poi, c'è sempre la persona che si lamenta perché non abbiamo fatto «Pensiero», o «Tanta voglia di lei», o «Alessandra». Per un certo periodo abbiamo anche cercato di chiudere con un collage di tutti i vecchi successi, ma poi abbiamo capito che non è giusto proporre qualcosa che non rispecchi l'attuale momento musicale dei Pooh [...].
Dal '77 i Pooh hanno alternato una tournée italiana con una tournée all'estero: sono stati in Canada, negli Stati Uniti, in Romania, in Bulgaria, in Russia.
Skorpio: Che cosa avete riportato, dal vostro vagabondare per il mondo?
Pooh: Tanto entusiasmo, prima di tutto. E poi idee, nate dall'incontro con mentalità diverse, e strumenti, apparecchiature nuove.
Skorpio: Com'è stata l'accoglienza all'estero?
Pooh: Magnifica, sia per quanto riguarda le vendite dei dischi, sia per l'affluenza del pubblico ai nostri concerti.
Skorpio: Qual è il Paese di cui conservate il migliore ricordo?
Pooh: Senza dubbio il Canada: ci siamo rimasti a lungo ed è stato difficile venire via [...].

14 marzo 1980 - Il Monello - Pagina 3 - "Nonostante gli anni siamo sempre i più... vivi!"

14.03.1980 - Il Monello - Pagina 3 - Nonostante gli anni siamo sempre i più... vivi!    14.03.1980 - Il Monello - Pagina 3 - Nonostante gli anni siamo sempre i più... vivi!    14.03.1980 - Il Monello - Pagina 3 - Nonostante gli anni siamo sempre i più... vivi!    14.03.1980 - Il Monello - Pagina 3 - Nonostante gli anni siamo sempre i più... vivi!    14.03.1980 - Il Monello - Pagina 3 - Nonostante gli anni siamo sempre i più... vivi!    14.03.1980 - Il Monello - Pagina 3 - Nonostante gli anni siamo sempre i più... vivi!

Questo è il quattordicesimo anno di vita , per i Pooh. Un'età venerabile per un complesso, e non solo in Italia.
[...] «Non ho mai capito bene se siamo stati noi ad adeguarci istintivamente ai gusti del pubblico, o se è stato invece il pubblico a venirci dietro», dice Roby Facchinetti, il «veterano» del gruppo. «Una cosa è certa: il pubblico e i Pooh non si sono mai persi per strada, nell'arco di questi quattordici anni».
[...] Sono stati i primi a usare i laser in scena, durante i concerti. Con l'aggiunta di duecento riflettori, gli effetti di luce raggiungono così livelli da fantascienza.
[...] Impianti elettrici, apparecchiature elettroniche, elementi scenici, vengono ospitati su due enormi TIR, durante le tournée. I tecnici al loro seguito sono una trentina. La messa in scena di un loro spettacolo costa in media centocinquanta milioni, e il valore complessivo della «premiata ditta Pooh» è sul mezzo miliardo […].

24 marzo 1980 - Nuovo Sound - Pagina 24 - "Pooh Fans Club"

Marzo 1980 - Nuovo Sound - Pooh Fans Club    Marzo 1980 - Nuovo Sound - Pooh Fans Club

Marzo 1980 - Novella 2000

Marzo 1980 - Novella 2000

24 aprile 1980 - Sorrisi e Canzoni TV - "I Pooh miliardari"

Portfolio Item

30 aprile 1980 - Ragazza In - "Il "Pooh fans club""

30.04.1980 - Ragazza In - Il Pooh fans club

07 maggio 1980 - Ragazza In - "Il "Pooh fans club""

07.05.1980 - Ragazza In - Il Pooh fans club

1980 - Il Monello - Numero 25

1980 - Il Monello - Numero 25

08 giugno 1980 - Sorrisi e Canzoni TV - Pagina 100

23 agosto 1980 - Domenica del Corriere - Numero 34 - Pagina 24 - "Questa foto costerebbe venti miliardi", di Gianfranco Lenzi

Agosto 1980 - Ragazza In - Numero 34 - "L'orsetto è diventato un grizzly"

Agosto 1980 - Ragazza In - N. 34 - L'orsetto è diventato un grizzly    Agosto 1980 - Ragazza In - N. 34 - L'orsetto è diventato un grizzly    Agosto 1980 - Ragazza In - N. 34 - L'orsetto è diventato un grizzly    Agosto 1980 - Ragazza In - N. 34 - L'orsetto è diventato un grizzly

[...] Tredici anni e più di attività, durante i quali il loro stile si è andato sempre più affermando fino a farne uno dei gruppi più amati e seguiti del nostro mondo musicale, hanno infatti trasformato i Pooh in una vera e propria industria dello spettacolo che dà lavoro a una cinquantina di persone e che ha al suo attivo un parco macchine (2 pulmini, 3 TIR e un aereo) da far invidia a un'impresa di trasporti.
Dopo una sosta di un paio di mesi tanto per riprendere fiato e per promuovere in radio e in TV le loro canzoni dell'estate - "Canterò per te" e "Stagione di vento" - la carovana di Roby Facchinetti, Dody Battaglia, Stefano D'Orazio e Red Canzian ha preso nuovamente il via lo scorso giugno da Montreux, sul lago di Ginevra, per poi proseguire, via Torino, attraverso tutti gli stadi italiani e quindi europei. Tanto spiegamento di mezzi pere vita a un megaspettacolo di livello internazionale, creato con presupposti tali da garantirne la piena affermazione in tutta Europa. Un mega show, il loro "Tour Estate 80", che non ammette distrazioni e impegna occhi e orecchie delle migliaia di persone assiepate sugli spalti con giochi di luci, suoni e colori, come mai si era verificato prima d'ora. Migliaia di watt distribuiti su 270 lampadine, cui fanno riscontro altrettanti watt di potenza musicale, accanto a un laser ultimissimo modello capace di emanare raggi di ben quattro colori (rosso, giallo, verde, blu) e una scenografia dominata da un gigantesco metronomo (un apparecchio che scandisce il tempo e che suona). E loro, i Pooh, che "aprono" la festa bloccando la lancetta del metronomi, a significare che il tempo si è fermato ed è giunto il momento di divertirsi [...].
In occasione del loro "Tour Estate 80" (che nella edizione per l'estero prenderà il nome di "Summer Tour 80") i Pooh hanno rivoluzionato il loro sistema di spostamento. Niente più macchine, che se anche comode e veloci, per lunghe distanze risultano sempre faticose, e via libera all'aereo! I Pooh, infatti, hanno noleggiato un aereo tutto per loro, con il quale riescono a raggiungere in poco tempo le località dove devono esibirsi. Il resto della troupe, invece, continua a spostarsi con i mastodontici TIR che, lungo le autostrade, sono salutati festosamente dai fans, convinti che "dentro" ci siano i quattro bravissimi "orsetti".
A ciascuno dei Pooh spetta un compito ben preciso. Dody sovraintende gli arrangiamenti musicali, che hanno una parte predominante nel successo di ogni disco e, di conseguenza, nella buona riuscita di ogni spettacolo. Dody è pignolo, passa ore ed ore su una nota, fin quando non ha raggiunto la perfezione voluta. In occasione del "Tour Estate 80" Dody ha inaugurato un ampio blouson di raso bianco, dal quale si intravede il turchese della maglietta tutta ricamata a paillettes.
A Stefano è riconosciuto il ruolo di organizzatore generale. Quindi suo è il merito del perfetto andamento della tournée e delle programmazioni per gli spostamenti di tutta la troupe [...]. Nell'attuale spettacolo il suo abbigliamento è il più "classico": un elegantissimo frac rosa confetto.
Red si interessa di tutta la parte scenica, dei costumi e della grafica delle copertine dei dischi. È lui, che dopo aver ascoltato il parere dei compagni, dà l'OK finale. Per il loro spettacolo estivo Red ha pensato di rinnovare completamente i costumi di scena, accostando al bianco dominante, tutti i più pazzi colori di moda di quest'anno. Per sé Red ha scelto un allegro costume da indiano ultramoderno.
Roby è l'amministratore del gruppo. Sembra strano che un musicista come lui abbia anche l'anima del matematico, ma Roby riesce senza fatica ad unire arte musicale a cifre. È lui che tiene i contatti con le segretarie del "Pooh Fans Club" oltre che con impresari e manager. Logicamente è lui che discute compensi e prestazioni, dimostrandosi un efficace businnes-man. Chi avrebbe immaginato, vedendolo sul palco nella sua bella casacca ciclamino, tutta lamé scintillante?

21 settembre 1980 - Sorrisi e Canzoni TV - Pagina 58 - Di Gherardo Gentili

19 ottobre 1980 - Grand Hotel - "Faranno sventolare il tricolore sulla statua della libertà", di Claudio Faedi

19.10.1980 - Grand Hotel - Faranno sventolare il tricolore sulla statua della libertà, di Claudio Faedi

Anno 1966. Data storica per i musicofili italiani: i Pooh vengono alla luce. Colpirono subito l'originalità della loro musica, per la dolcezza dеi loro testi e per la simpatia delle loro facce. Da allora quanto tempo è passato, quasi quindici anni, quanti gruppi sono nati, quanti ne sono scomparsi [...].
Eppure loro, i Pooh, sono ancora qui, presenti con la loro fresca immagine di ragazzi puliti, con il loro inconfondibile «sound».
Una cronistoria costellata di successi, di fortunate tournée italiane e all'estero, di dischi d'oro, di milioni di singoli venduti, di centinaia di migliaia di LP. Una ventina di quarantacinque giri di successo [...], сulminаti nel «Canterò per te» vera e propria colonna sonora delle vacanze di migliaia di giovani e ancora piazzata in tutte le classifiche. Tredici album all'attivo, un record italiano, suggellato dalla pubblicazione di «Hurricane» LP preparato in inglese per il mercato europeo e americano e uscito in Italia solo in seguito alle pressanti e numerosissime richieste del pubblico. E ora cosa ci riservano i Pooh [...]? Bene, i quattro simpatici orsacchiotti hanno deciso di fare «Stop»! Non nel senso che mollano, che decidono di abbandonare l'attività [...]: «Stop» è il titolo del loro ultimo LP.
«Con questo nuovo album», affermano all'unisono, fermiamo il tempo. Il tempo che scivola, che sfugge inesorabile e cinico, che chiunque cerca di arrestare, nella vita di tutti i giorni, per non essere l'ultimo. Il tempo per noi si è fermato nelle dieci canzoni che compongono il disco. Un tentativo di sconvolgere la fisica, una lotta inesorabile ingaggiata contro il gigantesco metronomo che scandisce i tempi dei nostri concerti, della nostra vita. È un momento di pausa e di riflessione. Ne avevamo tanto bisogno».
«Questa scorsa estate si è rivelata un tour de force incredibile, nonostante l'agguerrita concorrenza gli stadi per noi si riempivano e a volte lo stress si trasformava in una vera e propria lotta contro il tempo», spiega Red Canzian portavoce del gruppo. «Sembravamo veramente un team atletico in gara alle Olimpiadi. Per questo abbiamo deciso per uno "Stop", un disco grintoso seppur di ampio e rilassante respiro sull'onda del quale ci prenderemo una vacanza».
Dopo che cosa avete in programma?
«Una lunga tournée in USA. Andremo a New York. E la conquisteremo» [...].

1980 - Adamo - Numero 9

1980 - Adamo - N.9

1980 - Boy Music - Numero 43

1980 - Boy Music - N.43

1980 - Ciao 2001 - "Stop... cantano i Pooh", di Piergiuseppe Caporale

1980 - Ciao 2001 - Stop parlano i Pooh, di Piergiuseppe Caporale    1980 - Ciao 2001 - Stop parlano i Pooh, di Piergiuseppe Caporale    1980 - Ciao 2001 - Stop parlano i Pooh, di Piergiuseppe Caporale

31 dicembre 1980 - Corrier Boy Music - Numero 53 - Pagina 4 - "I Pooh tutti insieme più uniti che mai", di Serena Zambon

31.12.1980 - Corrier Boy Music - N.53 - Pag.4 - I Pooh tutti insieme più uniti che mai, di Serena Zambon    31.12.1980 - Corrier Boy Music - N.53 - Pag.4 - I Pooh tutti insieme più uniti che mai, di Serena Zambon    31.12.1980 - Corrier Boy Music - N.53 - Pag.4 - I Pooh tutti insieme più uniti che mai, di Serena Zambon    31.12.1980 - Corrier Boy Music - N.53 - Pag.4 - I Pooh tutti insieme più uniti che mai, di Serena Zambon    31.12.1980 - Corrier Boy Music - N.53 - Pag.4 - I Pooh tutti insieme più uniti che mai, di Serena Zambon

[...] Perché siete andati a Monaco?
«Siamo andati per un concerto che abbiamo dato all'Auditorium della Radio bavarese e che è stato trasmesso in diretta».
Come è andata?
«Benissimo. Bild Zeitung, il quotidiano più popolare in Germania, ci ha definiti come uno dei più grossi gruppi stranieri e, forse non dovremmo dirlo, il miglior gruppo pop italiano».
Mai tanti consensi come adesso all'estero. O sbaglio?
«Mai così tanti in Germania, ma andiamo forte in Sud America dai tempi di "Tanta voglia di lei" e poi in Spagna e in Giappone con "Hurricane" e nei paesi dell'est con "Viva"».
Cosa vuol dire per voi andar bene all'estero?
«Andar bene nei paesi dell'est, per esempio, vuol dire vendere duecentomila copie in un paese che conta 12 milioni di abitanti. Facendo un raffronto è come venderne 9 milioni in Italia».
[...] E' vero per circa un anno non vi vedremo in giro?
«Sì, niente più spettacoli fino alla prossima estate. Faremo, come lo scorso anno, un quarantacinque prima dell'estate, poi la tournée estiva e l'ellepì in autunno. Nel frattempo lavoreremo molto all'estero: in Germania, in Spagna e negli Stati Uniti».
Negli Stati Uniti dove?
«In tutta la zona che da Los Angeles va a San Francisco. Tempo permettendo, vorremmo fare anche New York, Boston e una puntatina a Toronto in Canada. Poi Cleveland nell'Ohio e quindi ci sposteremo nel New Jersey, a New Arkx e faremo anche una probabile puntatina a Filadelfia».
[...] Cercherete di rendere ancora più spettacolari i vostri concerti?
«Più spettacolari e musicalmente e tecnicamente migliori. Dopo aver assistito al concerto dei Queen, abbiamo ad esempio telefonato subito in Pennsylvania per acquistare i loro stessi impianti».