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Dossier "Parsifal i 40 anni": Quei cavalieri simili a Dei... - Giovedi' 05.09.2013

L'anno il settantatre, il posto il cielo Artico, l'ora che senso ha? D'estate è sempre l'alba...

SpartitoCon queste parole prendeva il via l'avventura musicale di Red Canzian con i Pooh anche su un loro album. Con queste stesse parole inizia il lato A di "Parsifal", l'album che questo mese compie quarant'anni. Considerato l'emblema del lato musicale del gruppo che più richiama il genere progressive, da alcuni ritenuto "IL" disco per antonomasia del gruppo, raccoglie brani che hanno a lungo indicato la cifra stilistica del quartetto rispetto al pop italiano di allora, creando una strada tutta loro rispetto agli artisti a loro contemporanei: "L'anno, il posto, l'ora", "Solo cari ricordi", "Io e te per altri giorni", "La locanda", "Lei e lei", "Come si fa", "Infiniti noi", "Dialoghi", Parsifal" ed anche la gemma "Lettera da Marienbad" apparsa solo sulla versione in formato Stereo8 e come facciata B del primo singolo. In ogni brano le parole di Valerio Negrini hanno trovato il proprio completamento sonoro grazie alle musiche di Dodi Battaglia e Roby Facchinetti, che da soli o a quattro mani hanno raccontato con nuove voci storie di varia umanità messa di fronte a ineluttabili accettazioni, tutte egualmente importanti per chi le subisce, che sia la consapevolezza della fine del viaggio terreno o di un amore.

Nella loro nuova formazione (ricordiamo che il 15 febbraio dello stesso anno era stata firmata la cessione del “cartellino“ di Canzian da parte della Bla-Bla Records alla Pooh s.n.c.), che è la sesta del gruppo e sarà anche la più longeva e prolifica, i Pooh non si erano ancora dedicati a nuovo materiale, avendo in programma un breve tour in America settentrionale durante il quale il nuovo componente del gruppo era stato a tutti gli effetti messo alla prova.

I Pooh a New York
I Pooh a New York, presso Central Park.

Le canzoni dell'album presero man mano forma nel quartiere generale e logistico del gruppo, situato nell'Hotel Roncobilaccio, l'albergo abbarbicato all’Appennino che si incontra non appena si esce fuori dall'autostrada. Da circa un anno e mezzo la sala prove segreta del gruppo era là, ricavata tra i locali della lavanderia ed i magazzini dell’albergo situati al piano terra, in uno spazio che sfruttava le insospettabili qualità di insonorizzazione derivanti dalle migliaia di rotoli di carta igienica che vi erano stipati contro una delle pareti, insolito arredamento che aveva fatto guadagnare al locale il notorio appellativo di “Paradiso del Culo”.

Red Canzian ed il basso bianco
I Pooh provano nel "Paradiso del culo" presso l’Hotel Roncobilaccio.

Con i Pooh contagiati dal pop sinfonico e Lucariello che dettava le linee stilistiche, fu quasi naturale che il discorso cominciarto con "Opera Prima" e "Alessandra" trovasse un ulteriore completamento nel nuovo lavoro. L’orchestra assunse un ruolo ancora più centrale, anche se sempre con misura e mai ristagnando in leziosità barocche in cui altri gruppi dell'epoca indugiavano: Monaldi portò in sala una ensemble di 40 elementi, quasi tutti dell’Orchestra Sinfonica della RAI, curando la scrittura degli archi. Ad aprile cominciano le registrazioni negli studi milanesi di Via Moretto da Brescia, con delle tabelle di marcia rigorose che prevedevano sedute dalle 10:00 del mattino fino alle 20:00 di sera. In successione, venne prima registrata la sezione ritmica, poi le chitarre, le voci ed infine l’orchestra. Registrato su 8 piste, l’album presentò la parte più difficile nella fusione con l’orchestra, portando ad effettuare più volte il missaggio. I tecnici del suono erano Gualtiero Berlinghini e Franco Santamaria, già da tempo nel team del gruppo per i precedenti lavori, al lavoro sul Mixer Telefunken su cui venivano registrati i brani, a quel tempo su nastro magnetico a 16 piste.

"Mettere insieme tutti quegli archi con la nostra base sembrava impossibile. Non c’erano tecnologie a cui affidarsi, tutto veniva cucito a mano". Stefano D'Orazio

Le prime dichiarazioni per la stampa sul nuovo album avevano la finalità di delineare una pagina nuova della storia dei Pooh. Fin dall’inizio sembrava quasi che si volesse sancire l'ormai avvenuto distacco definitivo dal periodo Fogli, aprendo l'album con la prima canzone cantata proprio da Canzian, che oltre a "L’anno, il posto, l’ora" interpretava altri due brani del disco.

"Fogli era diventato la star del gruppo ma noi non potevamo permetterlo. I Pooh erano un gruppo e tale dovevano restare. Red aveva l’immagine, una buona tecnica strumentistica, un seguito di ragazze che ne faceva un personaggio: tutto questo rese la sostituzione di Riccardo molto indolore. E la scelta di dargli subito spazio si rivelò una grande intuizione". Giancarlo Lucariello

"Red giocava a trovare soluzioni tecniche complesse, faceva molto di più di quanto l’arrangiatore chiedesse. E questo, per me che stavo dietro la batteria, era stimolante". Stefano D'Orazio

"Io arrivavo da un mondo che era distante anni luce da quello dei Pooh. E forse proprio per questo credo di aver dato un grosso contributo alla realizzazione di Parsifal. Ho apportato un nuovo tipo di energia. Quando sono entrato nei Pooh io avevo già assimilato tutto il mondo degli Yes e dei Genesis, avevo inciso la Tredicesima Sonata Patetica di Beethoven arrangiata rock con i Capsicum Red. Insomma, la contaminazione tra rock e classica per me non era una novità. Quindi a incidere Parsifal mi sono divertito da morire. Ma per me allora era tutto nuovo. Io arrivavo dal mondo dell’underground e in fondo ritrovarmi la ventiquattrore piena di fogli da 500 lire, perché allora nelle balere ti pagavano così, non mi interessava poi molto, addirittura non lo capivo. Per me la cosa più bella era avere a disposizione grandi sale d’incisione ed essere assistiti dai migliori tecnici: ritrovarsi a suonare da un momento all’altro con 40 professori d’orchestra mi inebriava. Se mi avessero chiesto di farlo gratis, non avrei avuto niente da obiettare. In più c’erano le fans che impazzivano per te: mi sembrava proprio di stare in paradiso! Comunque devo aggiungere che gli altri con me sono stati molto carini: quando entrai nei Pooh, l’accordo era che per un anno avrei preso la metà degli altri. Ma dopo due mesi Roby venne da me e mi disse: ‘Noi lavoriamo a 600.000 lire a sera, da oggi in poi sono 150.000 a testa’". Red Canzian

"Parsifal è un lungo discorso sugli obiettivi che si prefigge un uomo quando giunge a una svolta della sua vita, nei suoi aspetti positivi e negativi". Roby Facchinetti

"A giudicare dai testi dell’album, siamo un po’ più ottimisti dell’eroe medievale. I sentimenti, da allora al 1973, non sono cambiati. I motivi psicologici ed esistenziali sono gli stessi ma i nostri eroi, quelli delle nostre canzoni, hanno un punto di arrivo ben preciso: l’amore. Con l’amore ogni problema può essere risolto. La musica dell’assoluto è semplicemente la ricerca dell’amore vero". Stefano D'Orazio

"Lo amo particolarmente perché è il primo disco che ho fatto con i Pooh. Ma al di là di questo è un brano che mi piace parecchio: io arrivavo dai Capsicum Red, una formazione d’avanguardia, e suonando questo pezzo tutto sommato avevo l’impressione di continuare a fare quel che stavo facendo prima. È un pezzo che ancora oggi mi diverte quando lo suoniamo dal vivo. Anzi, più lo riascolto, più mi convinco che per l’epoca eravamo proprio avanti. Il fatto è che la critica ci considerava poco perché avevamo infilato una serie di successi come Tanta voglia di lei, Pensiero e Noi due nel mondo e nell’anima. E qualche anno prima avevamo inciso Piccola Katy. Insomma, ci prendevano meno sul serio del Banco del Mutuo Soccorso o della PFM: loro erano stati bravi a far dimenticare che in una vita precedente avevano inciso una canzoncina come La bambolina che fa no no no. Insomma, abbiamo faticato parecchio per farci accettare. Piano piano, col passare degli anni, molti ci hanno riconosciuto di aver fatto cose egregie. Parecchi hanno ammesso di aver sbagliato, riconoscendo che Parsifal è un pezzo ampiamente all’altezza di un Concerto Grosso dei New Trolls. Il problema è che in quel periodo tanta gente considerava il successo come il fumo negli occhi, molti erano convinti che se uno vendeva i dischi era perché faceva musica di serie B. La verità è che in quegli anni c’era un sacco di gente che non sapeva suonare, gruppi formati da ragazzi con delle faccine interessanti, ma che poi in sala non sapevano fare niente: spesso i dischi erano incisi con l’aiuto di session men. Conseguentemente c’erano alcuni che erano convinti che anche noi dei Pooh non fossimo in grado di suonare davvero. Poi succedeva che qualcuno veniva ai nostri concerti e diceva: "Però, siete proprio bravi!". Insomma, il milione di copie vendute con Pensiero anziché spianarci la strada ci ha creato un sacco di difficoltà sotto l’aspetto della credibilità artistica". Red Canzian

L'album "Parsifal" riscosse un notevole successo: 400.000 copie vendute per i tempi erano davvero tante. I due singoli, "Io e te per altri giorni" e "Infiniti noi", restarono nella parte alta delle classifiche di vendita rispettivamente 20 e 16 settimane.

Disegno di Antonio Russo

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